Il Palazzo di Cnosso – Creta tra storia e mito

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palazzo di cnosso cretaDesideravo visitare il Palazzo di Cnosso da un sacco di tempo, dai tempi dei documentari di Valerio Massimo Manfredi in tv, e poi quando l’ho studiato ad archeologia, ammirando i suoi affreschi dalle pagine dei libri. Quindi sono stata felicissima quando la cosa si è fatta improvvisamente reale: un viaggio a Creta, con visita guidata all’area archeologica di Cnosso.

Il Palazzo di Cnosso è la più grande e magnifica testimonianza di una civiltà antica, quella dei Micenei, che oltre 2000 anni prima di Cristo gettò le basi per la successiva cultura classica in Grecia e in tutto il Mediterraneo. Siamo alle radici della nostra cultura occidentale, e quel poco che rimane dell’immenso edificio lascia intuire quanto questo luogo sia cruciale per la storia, l’arte e l’architettura. Nonostante il discutibile restauro operato da Sir Arthur Evans, il palazzo riesce ancora a trasmettere ai visitatori tutto il suo splendore, dando un’idea dell’organizzazione della vita quotidiana nelle sue innumerevoli stanze.palazzo di cnosso creta

A proposito di Evans: fu l’archeologo che nel 1900 iniziò gli scavi di Cnosso, e che si occupò anche di restaurare le rovine del palazzo. Come era comune in quegli anni, cercò di ricreare l’aspetto originale dell’edificio ricostruendo parti mancanti con materiali estranei e moderni, come il cemento armato. Per questo motivo in seguito fu molto criticato, ma non fu certo l’unico, era il modo di operare della sua epoca: l’archeologia e il restauro negli anni successivi si sono radicalmente trasformati grazie a nuove conoscenze e al progresso scientifico.

Comunque le aggiunte non originali sono facilmente riconoscibili: le colonne per esempio originariamente erano di legno e non si sono conservate; le colonne attuali sono in cemento dipinto di rosso e nero, gli stessi colori che avevano all’epoca dei Micenei, e danno un’idea generale di come doveva essere l’aspetto originale.

Visitare il Palazzo di Cnosso a Creta

La guida turistica si è rivelata indispensabile per scoprire tutti i segreti del Palazzo di Cnosso, come il complesso sistema di canalizzazione dell’acqua, e della vita quotidiana dei suoi abitanti. Secondo il mito tra questi ci sarebbe anche il Minotauro, nel suo labirinto, ed il re Minosse. In realtà Minosse era l’appellativo che veniva dato a tutti i sovrani di Creta, e il labirinto forse sarebbe il palazzo stesso, immenso e disorientante con le sue centinaia di stanze, tanto da essere visto come un labirinto.palazzo di cnosso creta

Ma se il Minotauro naturalmente era solo un mito, i tori erano realmente importanti per i Micenei: non solo erano fonte di cibo, ma erano anche animali sacri che venivano sacrificati nei riti religiosi e sfidati nelle tauromachie, giochi sacri simili alle corride. Le corna di toro sono il motivo più ricorrente nell’arte minoica e venivano rappresentate ovunque, persino sui tetti delle case.

È stato scoperto un bellissimo affresco che raffigura una scena di tauromachia: nel sito archeologico se ne può vedere una copia. Ma gli affreschi rinvenuti sono centinaia, realistici, ricchi di dettagli e dai colori brillanti, come lo splendido affresco con i delfini che nuotano nel mare. Oggi si trovano tutti nel Museo Archeologico di Heraklion, nel centro della cittadina – devo ammettere che mi è dispiaciuto molto non averli potuti ammirare dal vivo.

palazzo di cnosso creta

La sala del trono di Minosse

I due luoghi più particolari e importanti della residenza sono la stanza del re Minosse e quella della regina: la prima conserva ancora il trono di pietra sul quale si sedeva il re! L’altra ha un vaso originale che conteneva gli unguenti e le creme di bellezza della regina, ed è riccamente decorata con tre motivi diversi e sovrapposti l’uno all’altro – i gusti in fatto di arredamento delle regine cambiavano, e anche all’epoca c’erano delle vere e proprie mode.

I Micenei, dopo secoli di prosperità grazie ad una cultura ed una economia all’avanguardia, sono rapidamente scomparsi, e le cause del loro declino sono ancora discusse. Sicuramente ci furono di mezzo delle catastrofi naturali come eruzioni vulcaniche e conseguenti tsunami, che mandarono in crisi la civilità minoica. Creta poco dopo fu conquistata dai Greci, ma la fine dei Micenei rimane ancora in gran parte un mistero che continua a suscitare dibattiti e a stimolare studi e ricerche.

palazzo di cnosso creta

La stanza della regina, con il suo vasone di creme di bellezza

Informazioni pratiche per la visita

Il Palazzo di Cnosso si trova ai margini della città di Heraklion, sulla costa nord di Creta, il biglietto di ingresso all’area archeologica costa 6 euro. Io sono andata a metà maggio, già si moriva di caldo e gli scavi naturalmente sono sotto al sole; probabilmente è una buona idea visitarli la mattina presto o nel tardo pomeriggio.

Sono stata in viaggio Creta grazie al blogtour organizzato da Volagratis.com come inviata di Girovagate. Se vuoi saperne di più di consiglio di leggere anche il diario del mio viaggio a Creta.


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4 commenti

  • Bella descrizione, ma mi permetto di segnalarti due errori:

    Il Palazzo di Cnosso apparteneva al popolo Minoico, i Micenei vennero dopo approfittando proprio del periodo di declino minoico dovuto all’eruzione del vulcano di Santorini. I Micenei poco fecero a Creta perché erano interessati solo alla guerra.

    Gli affreschi non raffigurano la tauromachia (lotta per uccidere il toro, simile alla classica corrida spagnola) ma la taurocatapsia, ovvero il salto del toro (simile alla course landaise francese e alla concurso de recortadores spagnola). Erano spettacoli incruenti che confermano come il popolo minoico fosse poco incline alla guerra e all’uccisione.

  • Buonasera Claudia,
    complimenti per la bella descrizione del Palazzo di Cnosso.
    E’ in questo luogo che quando ero solo un ragazzino, e’ nato il mio interesse per la storia antica.
    L’ atmosfera che crea e’ speciale, si riesce facilmente ad immaginare la vita al palazzo come doveva essere,
    si percepisce un’ atmosfera di grazia e di bellezza, soprattutto osservando locali come il megaron della regina.
    Aggiungo qualche dettaglio :
    -Le colonne originarie avevano solo l’ interno in legno, coperto di malta dipinta di rosso.
    -Interessante notare come la cultra greca derivi da quella minoica, le colonne greche con capitello dorico sembrano copie di queste, ma il partenone sara’ costruito circa 1600 anni dopo.

    -Ci troviamo davanti ad una delle piu’ antiche reti fognarie, parlando di resti visibili.
    -Evans sudo’ sette camicie per scavare il palazzo seppellito da decine e decine di metri di terra,
    e lo trovo’ con evidenti segni di incendio.
    – Verso il 1500 a.c. l’ Isola di Thera e’ letteralmente esplosa, e ne e’ rimasto poco o niente,
    cioe’ solo una parte di cono vulcanico, che oggi chiamiamo Santorini. La forza di questa eruzione vulcanica, e’ stata qualcosa difficile da immaginare, soprattutto in relazione alle dimensioni del mare intorno alle cicladi ( Tambora e Krakatoa sono esplosi nell’ oceano ) . La pioggia di fuoco ed il diluvio universale biblici, sono con ogni probabilita’ il maremoto ed i lapilli incendiari che si sono abbattuti anche su Creta, vicinissima a Thera. La civilta’ minoica deve essere scomparsa in breve in tale circostanza.

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