Groninger Museum – arte contemporanea nello scrigno di Mendini

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groninger museum mendini

Groningen è stata la prima tappa del mio viaggio in Olanda: una cittadina universitaria molto vivace, che è diventata il nuovo polo culturale e artistico dei Paesi Bassi, non solo grazie alla sua Università e al suo centro storico ricco di storia e di arte, ma soprattutto grazie alla realizzazione della nuova sede del Groninger Museum.

groninger museum mendini

Il Groninger Museum esiste dalla fine dell’800, ma dal 1994 è stato spostato in un nuovo edificio progettato da Alessandro Mendini, è stato arricchito di nuove opere ed è diventato il polo di attrazione per eventi artistici e culturali. Oltre alla struttura principale di Mendini il museo ha anche un padiglione circolare disegnato da Philippe Starck, tanto per non farsi mancare niente.

groninger museum mendini

Cosa espone il Groninger Museum? Le collezioni principali sono dedicate a moda, design e fotografia, sconfinando spesso nelle arti visive. Ma è un museo molto vario e non mancano sale dedicate alla storia e archeologia di Groningen, all’argenteria (vanto dell’artigianato locale) e alla figura di Mendini. All’architetto e designer milanese è dedicata una sala con i suoi più famosi pezzi di design industriale, dal cavatappi Anna G di Alessi alla famosa Poltrona di Proust, insieme ad altre opere di architetti radical italiani strettamente legati a Mendini, come Ettore Sottsass.

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La sezione dedicata alla moda ospita attualmente una collezione della stilista olandese Marga Weimans, e non c’è praticamente niente che si possa indossare davvero. Ma i suoi abiti sono una interessante riflessione sull’arte, sulla società e sulle forme, e dalla moda sconfinano nella scultura e nell’architettura.

groninger museum groningen

groninger museum moda

Il Re di Groningen

groninger museum philippe starck

Nel padiglione di Philippe Starck è ospitata una collezione storica di oggetti appartenuti a Jan Albert Sichterman, un ricco ufficiale della Compagnia delle Indie Olandesi dalla storia affascinante. Agli inizi del ‘700 aveva vissuto in molte zone dell’oriente, era appassionato di scienze naturali, di anatomia, di arte e si interessava alle culture di popoli lontani. Possedeva un rinoceronte di nome Clara, e un’immensa collezione di oggetti esotici di ogni tipo, che portò con sé al suo ritorno a Groningen. Una volta tornato nella sua città natale Clara divenne una star e Sichterman fu soprannominato il Re di Groningen, per la sua ricchezza e per i suoi comportamenti stravaganti.

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Tutte le porcellane giapponesi e cinesi della sua grande collezione recano lo stemma della famiglia Sichterman, uno scoiattolo che mangia una foglia, e furono realizzate in oriente su commissione del ricco mercante. Solo che gli artigiani cinesi e giapponesi non avevano mai visto uno scoiattolo, e lo hanno rappresentato con molta immaginazione. Spesso gli scoiattoli delle porcellane sono molto diversi tra loro, e alcuni sembrano tutto fuorché scoiattoli.

La forma circolare del padiglione di Philippe Starck ricorda un piatto di ceramica posato su un tornio, e anche il colore grigio si riferisce a quello dell’argilla cruda. All’interno lo spazio è suddiviso da tende bianche che creano movimento e che creano un effetto sorpresa, nascondendo e rivelando di volta in volta le opere esposte.

L’edificio di Mendini

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La nuova sede del Groninger Museum è semplicemente fantastica: secondo me Alessandro Mendini ha fatto un ottimo lavoro. Il museo è composto da un edificio principale dal volume movimentato, e completamente decorato all’esterno con la stessa fantasia della sua Poltrona di Proust, un piccolo capolavoro di design del 1979, ispirata dal puntinismo di un quadro di Signac che lo scrittore francese teneva appeso nel suo studio. La Poltrona di Proust di Mendini è esposta all’interno del museo, e se volete approfondire l’argomento vi rimando a leggere questo articolo.

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la Poltrona di Proust e le calzette rosse della Vannucci

Al centro dell’edificio svetta la golden tower, che non è accessibile al pubblico e ospita i depositi del Groninger Museum, dove vengono conservate tantissime opere che vengono esposte solo in occasione di mostre temporanee. Il colore dorato si riferisce ai preziosi tesori che la torre conserva. Anche altri architetti hanno contribuito progettando ambienti secondari del museo, come padiglioni, l’info center o il Mendini Restaurant.

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L’info center progettato da Jaime Hayon

Non è un mistero che mi piacciano i musei e l’architettura contemporanea, quindi era abbastanza ovvio che questo mi sarebbe piaciuto molto, ma questo museo mi è piaciuto proprio tanto! Il Groninger Museum uno dei musei più divertenti che io abbia mai visitato, nel senso che mi sono divertita un sacco a visitarlo. Le opere sono tutte interessanti, originali e facilmente comprensibili, il percorso è decisamente stimolante per la mente, e la struttura sembra costruita su misura per il suo contenuto.

groninger museum mendini

con questi meravigliosi scacchi giganti in porcellana si giocano partite vere

Visitare il Groninger Museum – informazioni pratiche

  • Il museo stesso costituisce un’isola artificiale sul canale che separa la stazione centrale dal centro storico di Groningen: è la prima cosa che si vede appena arrivati in città.
  • È aperto tutti i giorni tranne il lunedì dalle 10 alle 17, e il biglietto intero costa 13 euro. Il museo è interamente accessibile alle sedie a rotelle.
  • Vi consiglio di riservare almeno 2 ore alla visita del Groninger Museum. Per maggior informazioni vi rimando al sito ufficiale, che è ben fatto e ricco di approfondimenti.
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Mao in Olanda?

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Un tavolino rococò pixelato

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Preziosi arredi sacri rivestiti in stagnola. Dietro, alcune opere di Keith Haring

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