Il mio viaggio in Namibia – itinerario di 10 giorni

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Sono appena tornata dal mio viaggio in Namibia e non vedevo l’ora di scrivere il primo post. Sono stanca e ho mille cose da fare, foto e video da scaricare e editare, devo anche prepararmi per una toccata e fuga a Venezia. Non sarà il post sulla Namibia con le foto più belle ma è sicuramente quello con le emozioni più fresche e i ricordi più vividi.viaggio namibia itinerario

È stato un viaggio davvero atipico per me, per un sacco di motivi:

  • Il mio compagno di viaggio, il mio babbo. Il viaggio me lo ha regalato lui e diciamo che viaggiare insieme è stata la più grande prova di coraggio per entrambi.
  • La tipologia di viaggio: lui non ne vuol sapere di mezzi di trasporto da battaglia, ostelli e campeggi, che sono il mio standard. Questa volta abbiamo viaggiato comodi e alloggiando in bellissimi lodge, di un tale livello di qualità e servizi ai quali non sono proprio abituata.
  • Gli spostamenti: io di solito mi sposto con i mezzi pubblici e ammetto che non amo passare troppe ore in auto. Questo è stato un decisamente un viaggio on the road – a bordo di un comodo 4×4 a noleggio – la Namibia ha grandi distanze e tra una destinazione e l’altra ci sono spesso 200 o 300 km di strade sterrate e caldissime. È il prezzo da pagare per attraversare e ammirare i paesaggi spettacolari e sempre diversi che offre questo paese.viaggio in namibia itinerario

La Namibia è uno stato democratico e uno dei più ricchi dell’Africa, ma questo non vuol dire che sia esente dalla povertà anche estrema o altri problemi sociali. Ai margini delle città come Swakopmund e la capitale Windhoek ci sono sterminate distese di baracche poverissime, le township, rigorosamente divise per etnie. L’apartheid è ufficialmente finito nel 1990, con l’indipendenza della Namibia dal Sud Africa, ma ancora oggi esiste un apartheid economico e sociale: i bianchi sono ricchi e i neri sono poveri, ma il costo della vita è alto per tutti. E per le popolazioni locali come i San (i boscimani) e gli Himba è sempre più difficile mantenere uno stile di vita tradizionale.

Il turismo è una delle voci più importanti dell’economia e il modo migliore per aiutare questa gente è viaggiare nel loro paese, che è stupendo e offre delle esperienze davvero indimenticabili a qualsiasi viaggiatore: deserti, safari con animali rari, canyon, montagne, città in stile tedesco, meraviglie geologiche e popolazioni dalle tradizioni affascinanti…itinerario viaggio namibia

Il mio itinerario in Namibia

Il viaggio in Namibia è durato in tutto 10 giorni senza contare i due giorni di viaggio per arrivare (uno all’andata e uno al ritorno), con voli della South African Airlines da e per Windhoek con scalo a Johannesburg. Ecco in dettaglio il mio itinerario in Namibia:

giorno 1 – Kalahari

All’aeroporto di Windhoek ci aspettava la macchina a noleggio e siamo partiti subito per il deserto del Kalahari. Siamo arrivati nel pomeriggio, in tempo per un safari nel deserto in jeep con una guida locale che si è concluso con un aperitivo al tramonto nel deserto, fatto di dune rosse alternate a strisce di terra punteggiate da arbusti e acacie. Qui ho avuto un primo assaggio degli animali della Namibia: zebre, struzzi, orici… e poi gli immensi nidi sospesi dei tessitori sociali, i termitai che si innalzano come torri e anche una vecchia leonessa solitaria.

Abbiamo dormito una notte nel bellissimo Zebra Kalahari Lodge, immerso nel deserto e con camere grandi ed eleganti, dove abbiamo anche mangiato un’ottima cena.viaggio in namibia

Giorno 2 – dal Kalahari al Namib

La mattina presto abbiamo fatto una breve passeggiata nel deserto con alcuni boscimani che vivono in questa zona. È stato interessante conoscere di più del loro stile di vita nomade ai limiti della sopravvivenza, ma non aspettarti una esperienza davvero autentica, questi ragazzi ormai hanno abbandonato il nomadismo e sono solo narratori del loro passato, se non proprio attori.

Dopo siamo partiti alla volta del deserto del Namib, circa 300 km attraverso paesaggi naturali sconfinati e sorprendenti. Abbiamo attraversato lo scenografico passo Spreetshoogte e viaggiato tra montagne e deserti, rocce e sabbia di colori diversi, dall’ocra al rosso. E tanta polvere. Ma quante meravigliose sfumature di colori può assumere la polvere?itinerario in namibia

La notte abbiamo dormito al Desert Quiver Camp, un lodge alle porte del parco del Namib-Naukluft con grandi casette indipendenti dotate anche di angolo cottura e barbecue. Ma se non hai voglia di cucinare c’è un immenso buffet e ogni tipo di carne alla griglia che ti aspettano al ristorante. Il panorama tutto intorno al lodge, tra dune e montagne di rocce rossa, è indimenticabile.

Giorno 3 – Sossusvlei

Odio svegliarmi all’alba, ma in casi come questi ne vale assolutamente la pena. Il parco del Namib-Naukluft apre alle 6 e mezzo, e a quell’ora siamo lì per passarci tutta la giornata. Al sorgere del sole le sue dune di sabbia, le più alte del mondo, assumono le sfumature di colori più belle, e le temperature sono più sopportabili. Abbiamo visto alcune delle dune più alte come la celebre duna 45, e abbiamo scalato quasi fino alla cima la duna che fronteggia il lago asciutto di Sossusvlei.

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Deadvlei

Qui c’è uno dei paesaggi più incredibili e spettacolari del mondo e una delle cose da vedere assolutamente della Namibia, il Deadvlei. Una distesa piana e candida di argilla rinsecchita, dove alcune acacie morte e mummificate da secoli si stagliano contro le dune rosse che circondano la depressione del Deadvlei. È un luogo di una bellezza spietata, tanto bello che sembra dipinto o immaginato ma quasi non si riesce a credere che sia reale.

Il pomeriggio abbiamo fatto un breve trekking all’interno del Sesriem Canyon, una spaccatura nella roccia scavata da un fiume effimero molto scenografica. È stata una giornata tanto emozionante quanto caldissima, la temperatura nel deserto ha raggiunto i 48 gradi e quando siamo tornati al Desert Quiver Camp nel pomeriggio ero completamente cotta.

Qui puoi leggere il racconto della giornata a Sossusvlei.

Giorno 4 – da Sossusvlei a Swakopmund

Un’altra giornata di spostamento in auto, circa 400 km attraverso i paesaggi incredibili delle montagne del Naukluft e della Moon Valley, incontrando lungo la strada i canyon di Gaub e di Kuiseb e il villaggio di Solitaire, con la sua famosa leggendaria di mele e l’altrettanto leggendario inventore della torta, lo scozzese Moose McGregor.

Te ne parlo in dettaglio nel post dedicato a Solitaire, Namibia.

namibia on the road

Nel pomeriggio siamo arrivati a Swakopmund, una città che è difficile credere che si trovi in Africa. Fu fondata dai tedeschi a fine ‘800 e la sua architettura è decisamente europea, con case a graticcio, tetti a punta e viali bordati dalle palme. La cittadina sorge direttamente sull’oceano ed è decisamente fresca, mentre l’oceano è proprio ghiacciato: è impossibile fare il bagno ma dopo il deserto è comunque piacevole passeggiare in spiaggia annusando la brezza marina.

A Swakopmund abbiamo passato due notti al boutique hotel Zum Kaiser, in un edificio caratteristico in stile tedesco. Lo stile è raffinato e retro, ha camere moderne e accoglienti, una bella terrazza panoramica e finalmente un wifi degno di questo nome. Ah, dall’hotel basta attraversare la strada e sei in spiaggia.

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Swakopmund

Giorno 5 – Walvis Bay

Da Swakopmund abbiamo raggiunto il vicino porto di Walvis Bay e abbiamo fatto un’escursione in catamarano nella baia – con la compagnia SunSail Catamarans – insieme ad altri viaggiatori alla scoperta della fauna marina. Gli incontri garantiti sono quelli con i pellicani che seguono la barca per tutto il giorno, e con una colonia di migliaia di otarie. Inoltre ci sono buone possibilità di incontrare anche i delfini (purtroppo io questa volta non li ho visti, ho esaurito il mio bonus-delfini annuale nelle Filippine) e il pesce luna, detto mola-mola – visto, è enorme! Può pesare anche una tonnellata, è velenosissimo e galleggia a tradimento sul pelo dell’acqua. In inverno – cioè la nostra estate – è molto facile avvistare anche molte specie di balene, ma purtroppo non certo a gennaio quando ci sono stata io. Durante l’escursione in catamarano si vedono anche le grandi coltivazioni di ostriche, che poi vengono offerte anche durante il pranzo a bordo: sono le ostriche più buone che abbia mai mangiato!namibia consigli itinerario

Tornando verso Swakopmund ci siamo fermati a vedere la colonia di fenicotteri rosa che vive nella laguna alle porte della città. Inutile dire quanto siano belli i fenicotteri, sono tra i miei pennuti preferiti.

Ti racconto tutto nel dettaglio su Swakopmund e Walvis Bay!

Giorno 6 – dalla Skeleton Coast al Damaraland

Altri 400 km attraverso paesaggi che cambiano continuamente come scenari di un film. La prima parte di strada costeggia la famosa Skeleton Coast, una delle spiagge più sinistre e pericolose del mondo. Si chiama così non per gli scheletri di animali o persone, ma per i relitti delle tante navi che si sono incagliate qui e che sono state inghiottite e circondate dalle sabbie del deserto che avanza. Abbiamo anche fatto una sosta alla colonia di otarie di Cape Cross, dove questi animali si possono osservare da molto vicino, a patto che si riesca a resistere alla puzza tremenda che emanano.namibia consigli di viaggio

Nel pomeriggio siamo arrivati a Twyfelfontein, nel cuore della regione del Damaraland, e ci siamo fermati una notte al Twyfelfontein Country Lodge, uno dei lodge più belli di tutto il viaggio in Namibia, soprattutto per la posizione. I suoi edifici di legno, paglia e pietra sono praticamente incastrati tra grandi rocce rosse che si incendiano al tramonto e all’alba.

Giorno 7 – Incredibili pietre: incisioni rupestri e la foresta pietrificata

Twyfelfountain è famosa per le incisioni rupestri realizzate dai San, i boscimani nomadi, tra i 6000 e i 4000 anni fa. Sono decine e rappresentano tutto il catalogo di specie animali presenti nella regione del Damaraland, le loro impronte e forse anche le mappe dei luoghi dove trovarli. Uno splendido manuale di sopravvivenza nel deserto ad uso delle generazioni future che parla il linguaggio dell’arte.viaggio in namibia cosa vedere

Dopo ci siamo rimessi in viaggio e lungo la strada verso l’Etosha National Park ci siamo fermati a visitare la foresta pietrificata nei dintorni del villaggio di Khorixas, dove ci sono tronchi di oltre 30 metri risalenti a 260 milioni di anni fa, il cui legno è stato completamente trasformato in pietra per un processo chimico durato decine di migliaia di anni.

Giorno 8 – Etosha National Park

Abbiamo soggiornato per due notti alle porte del parco, al Gondwana Etosha Safari Lodge, dove avevamo incluse colazioni e cene (entrambi ottime), gli alloggi sono confortevoli casette con vista sulla savana sconfinata.

L’intera giornata è stata dedicata al safari all’interno del parco Etosha, dove ho visto quasi tutti gli animali che vivono qui, alcuni rarissimi e gravemente minacciati di estinzione come il rinoceronte nero. Oltre a lui ho visto giraffe, zebre, antilopi, iene, sciacalli, gnu, leoni e leopardi. Cioè tutti tranne gli elefanti: ce ne sono pochi nell’Etosha e non è facile incontrarli.

Qui trovi il racconto della mia esperienza all’Etosha National Park

namibia safari etosha

L’incontro con il inoceronte nero all’Etosha park

Giorno 9 – Naankuse Lodge and Wildlife Sanctuary

La mattina ci siamo svegliati presto e abbiamo percorso il tragitto fino dall’Etosha fino alle porte di Windhoek, dove poco prima di pranzo siamo arrivati al Naankuse Lodge and Wildlife Sanctuary. È una immensa tenuta privata gestita da due veterinari che si sono completamente dedicati alla protezione e alla conservazione della fauna locale.

Qui vengono ospitati e curati animali come leopardi, ghepardi, leoni, licaoni, linci e babbuini, che sono stati feriti, abbandonati da cuccioli o che hanno rischiato di essere uccisi, perché magari minacciavano il bestiame delle farm. Quando è possibile gli animali vengono reintrodotti in libertà nell’ambiente, altrimenti gli viene offerta una dignitosa e serena pensione. Il santuario comprende anche il Naankuse Lodge, decisamente la struttura più bella per quanto riguarda le camere, da star!. Tutti i proventi del lodge vanno a finanziare progetti di conservazione e protezione della fauna selvatica.

Giorno 10 – Windhoek

L’ultimo giorno del viaggio in Namibia l’abbiamo dedicato ad una breve visita della capitale Windhoek, famosa per i suoi tre castelli, per la caratteristica chiesa luterana in stile colonialista tedesco e per lo shopping, che non mi interessa molto ma a volte riserva interessanti curiosità.

Nel pomeriggio siamo andati all’aeroporto, abbiamo restituito la macchina e abbiamo preso l’aereo per Johannesburg, per tornare poi a casa.

Qualche consiglio e informazione pratica per un viaggio in Namibia

  • La moneta corrente è il dollaro namibiano, ma anche il Rand sudafricano è ampiamente accettato e le due monete hanno lo stesso valore.
  • Il rischio malaria esiste solo nella zona nord del paese, dove c’è l’Etosha National Park, ma è davvero minimo e limitato alla stagione delle piogge (più o meno da gennaio a marzo). Non ho ritenuto necessario seguire la profilassi antimalarica, ma la scelta sta a te. Invece ho colto l’occasione per fare la vaccinazione per l’epatite A, che mi servirà anche in futuro.

Quando andare in Namibia

Forse gennaio non è il mese migliore in generale, ma lo era per me. È il mese più caldo dell’estate, e cavolo, nel deserto fa davvero caldissimo! In compenso l‘escursione termica tra giorno e notte è notevole e in inverno può fare molto freddo, con temperature sotto lo zero. Meglio evitare l’autunno perché coincide con la stagione delle piogge: a parte il fastidio di una lunga e insistente pioggia, in questo periodo la vegetazione è più rigogliosa del solito e potrebbe rendere difficile gli avvistamenti degli animali. Probabilmente la scelta migliore sono i mesi della primavera, che va da settembre a novembre. In ogni caso preparati con un abbigliamento versatile e adeguato a temperature sia molto alte che molto basse.

Per studiare la destinazione e pianificare il viaggio ho usato due guide cartacee, la Lonely Planet, sempre pratica e ben fatta, e la guida Polaris, una piacevole scoperta ( più “narrata”, di quelle che ti fanno proprio venire voglia di una meta).

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