Il cimitero degli Inglesi a Firenze. L’isola dei morti

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Cimitero degli inglesi FirenzeIl Cimitero degli Inglesi di Firenze sorge su una collinetta piena di verde e di eleganti tombe di marmo, completamente circondata dal traffico cittadino, ormai trasformata nella più artistica delle rotonde urbane. Tutti notano questa isola di verde e di marmo che emerge al centro di un viale molto trafficato, ne rimangono incuriositi passandoci accanto in macchina, ma quasi nessuno decide di fermarsi, attraversare la strada e visitarlo.

Ed è un vero peccato, perché è un luogo molto affascinante, ricco di storia, pieno di storie di personaggi più o meno famosi e decisamente interessante dal punto di vista artistico.

Un po’ di storia

Questo è un cimitero protestante, dove sono sepolti oltre 1400 uomini e donne di 16 nazionalità diverse, ma nel linguaggio comune è sempre stato chiamato il Cimitero degli Inglesi, perché gli inglesi erano sicuramente la comunità straniera più numerosa a Firenze.

La sua realizzazione però non è dovuta agli inglesi ma agli svizzeri, per la precisione alla Chiesa Evangelica Riformata Svizzera, che acquistò il terreno appena fuori dalle mura cittadine e si occupò di iniziare la costruzione a partire dal 1828.

Nel 1865 Firenze divenne la capitale d’Italia e venne completamente riorganizzata dall’architetto Poggi, che demolì le mura e realizzò i viali al loro posto. Ridisegnando piazzale Donatello definì la forma ovale e la collocazione del camposanto, al centro di una grande strada, isolato e leggermente elevato, e soprattutto visibile, sostituendo il muro di cinta con una cancellata.Cimitero degli inglesi Firenze

L’isola dei Morti

Grazie a questa sua collocazione particolare i fiorentini cominciarono a chiamare il cimitero degli Inglesi l’Isola dei Morti, e questo nome suggestivo (insieme alle suggestioni del luogo e a quelle della mente) ispirò il pittore svizzero Arnold Bocklin il celebre dipinto manifesto del Simbolismo che si intitola appunto l’Isola dei Morti.

Il pittore conosceva bene questo luogo, visto che una delle sue figlie è sepolta qui. Nel giro di pochi anni il quadro di Bocklin a sua volta ispirò e ossessionò un sacco di gente, dal compositore russo Rachmaninov che scrisse un’opera con lo stesso titolo, fino a Freud che ne era letteralmente fissato, e addirittura Hitler, che ne comprò una delle tre copie esistenti. Insomma, ha dato il via a una serie di ispirazioni artistiche a catena piena di disagio.

Un viaggio eclettico nell’arte

Visitare questo cimitero è come fare un viaggio nel tempo e nello spazio: migliaia di stranieri sono morti a Firenze (e molti di loro lo hanno voluto), e quando sono stati sepolti si sono portati dietro il proprio background culturale. Sulla piccola superficie della collinetta di piazzale Donatello sono rappresentate non soltanto 16 nazioni diverse, ma anche diversi modi di concepire la morte, l’arte, il simbolismo e persino i font con i quali vengono scritti i nomi dei defunti ed i passi della Bibbia.

Un luogo di sepoltura multiculturale, e si può leggere questo aspetto osservando le decorazioni delle tombe, che rimandano a paesi lontani come la Nubia, Israele, i paesi del Nord Europa, l’Egitto.

Cimitero degli inglesi Firenze

La tomba di Nadezdha De Santis

Il Cimitero degli inglesi e l’antico Egitto

A proposito, c’è una stretta relazione tra questo cimitero ed il mondo dell’Antico Egitto. Prima di tutto perché la prima persona ad essere stata sepolta qui fu Nadezhda De Santis, una schiava nera della Nubia che fu portata a Firenze dalla celebre spedizione archeologica di Francois Champollion e Ippolito Rossellini del 1828.

E poi perché molte tombe hanno chiari richiami alla simbologia e alla cultura egizia; passeggiando tra le lapidi e i monumenti funebri si possono notare piramidi, obelischi, dischi solari e scarabei, sia alati che semplici. L’Ottocento è proprio il secolo delle prime spedizioni archeologiche, della riscoperta dell’arte e della cultura egizia, che in Europa diventa di gran moda e viene ripresa nelle decorazioni dei palazzi e nei padiglioni e nelle finte rovine dei giardini romantici, e persino nella moda femminile. E naturalmente nei luoghi di sepoltura: visto che la cultura egizia era profondamente legata all’idea della morte, i suoi numerosi e complessi simboli si prestavano alla perfezione a raccontare il lutto e la speranza di rinascita di uomini e donne vissute più di 1800 anni dopo, a migliaia di km di distanza dall’originario Egitto. Stranieri dell’Ottocento finiti a Firenze, persone colte, che avevano viaggiato e conosciuto popoli e stili, persone colte e che avevano viaggiato, in un’epoca in cui i viaggi e la cultura erano alla portata di pochi.Cimitero degli inglesi Firenze

Morti famosi

Oltre alla prima sepoltura, quella di cui ti ho parlato poco fa della schiava nera Nadezdha, nel Cimitero degli Inglesi ci sono diverse altre tombe che ospitano defunti più o meno famosi o degni di nota. La più famosa è probabilmente Elizabeth Barrett Browning, poetessa inglese che visse e morì a Firenze inseme al marito Robert Browning, anch’egli poeta. La tomba di Elizabeth ispirò un’altra grande poetessa, Emily Dickinson, a scrivere The soul selects her own society – L’anima sceglie la sua società, citando anche un’opera della Browning.

E poi c’è lo scrittore inglese Walter Savage Landor, lo scultore americano Hiram Powers, e Fanny, la compianta moglie di William Holman Hunt, pittore preraffaelita inglese che realizzò il monumento funebre. E persino Beatrice e Edward Claude Shakespeare, gli ultimi discendenti di William Shakespeare. Tra tanti stranieri ci sono anche alcuni fiorentini come i fratelli Piero e Giulia Guicciardini che, nonostante il loro cognome importante, a Firenze non ebbero vita facile a causa della loro fede protestante.

Cimitero degli inglesi Firenze

La tomba di Elizabeth barrett Browning

Alcune tombe notevoli

Per quanto riguarda le tombe originali, romantiche o curiose, prima di tutto ti segnalo la mia preferita, quella della Morte rappresentata come uno scheletro con la falce, un grande classico dell’iconografia funebre che però non capita di vedere spesso nei cimiteri italiani. E poi basta passeggiare per i vialetti per incontrare angeli e angioletti, vecchie signore affrante dal dolore e coperte da delicati pizzi di marmo traforato, simboli funebri vittoriani in abbondanza.

Per approfondire leggi la mia guida pratica ai simboli dei cimiteri e al loro significato.

Infine un monumento che non è una tomba: la colonna commemorativa in marmo che sorge al centro del cimitero, all’incrocio dei due vialetti principali, che fu donata da Federico Guglielmo IV re di Prussia.Cimitero degli inglesi Firenze

Visitare il Cimitero degli Inglesi oggi

Dagli anni ’90 il cimitero ha riaperto le sepolture, anche se i posti sono pochi, si limitano alle ceneri e naturalmente bisogna essere protestanti. I posti sono anche piuttosto costosi rispetto alla media, ma il denaro ricavato va a finanziare il restauro del luogo, che ne ha davvero bisogno (è stato anche recentemente danneggiato da un forte temporale).

Oltre che da morti per fortuna si può venire qui anche da vivi! Visitare il Cimitero degli Inglesi è possibile grazie alla dedizione di suor Julia Bolton Holloway, una suora piccola, anziana e gentile che si occupa da quasi 20 anni della manutenzione e dell’apertura al pubblico del camposanto. Puoi ringraziarla facendo una piccola donazione per il cimitero.

Un consiglio: se riesci cerca di visitarlo tra fine aprile e metà maggio, quando le lapidi sono circondate da iris in fiore.

Orari di apertura:

Il lunedì dalle 9 alle 12, dal martedì al venerdì dalle 15 alle 18. Chiuso nei weekend.

Anche questo è incluso nella lista dei grandi cimiteri monumentali italiani. Iscriviti alla newsletter di Viaggi Verde Acido per scaricare gratuitamente la Checklist dei cimiteri monumentali italiani!

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Cimitero degli inglesi Firenze


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