A Brescello, nel paese di Peppone e Don Camillo

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Qualche settimana fa, per una serie di eventi che non sto a raccontarti, sono finita a Brescello da sola, dopo quasi 5 ore di viaggio e 3 treni regionali cambiati. Se sei abituato a viaggiare con i regionali saprai che Trenitalia ci rema contro, a noi amanti del regionale. Questa volta la biglietteria automatica di Firenze Santa Maria Novella non contemplava la stazione di Brescello, quindi ho fatto il biglietto fino a Parma e poi ho incrociato le dita.brescello peppone don camillo

Il paese di Don Camillo e Peppone

Per fortuna la stazione esisteva davvero, così come il treno regionale che mi ci ha portata. Ed è proprio la piccola stazione di provincia che ci siamo abituati a conoscere perché l’abbiamo vista tante volte nei film. Perché Brescello è il paese di Peppone e Don Camillo – almeno nella versione cinematografica, nei racconti il paese si chiamava Ponteratto – due personaggi che sono stati come veri amici per diverse generazioni di italiani, così familiari da sembrare reali. E invece sono stati creati dalla penna di Giovannino Guareschi, e poi hanno preso vita con Fernandel e Gino Cervi, che li hanno interpretati sullo schermo, e ormai nessuno riuscirebbe più ad immaginarseli con sembianze diverse.brescello don camillo peppone

Io Don Camillo e Peppone li ho conosciuti da piccola, mi facevano vedere i loro film i miei nonni, che li adoravano. Ma a me da bambina non facevano impazzire, li ho riscoperti solo parecchi anni più tardi, in qualche sera d’estate quando non c’era niente in tv: ho riguardato i film con un occhio diverso e con un nuovo piacere nel godere di un umorismo d’altri tempi e nel vedere il quadro di un’Italia di provincia che non c’è più.

Così, visto che ero finita a Brescello e visto che avevo qualche ora a disposizione ho fatto un giro per il paese di Peppone e Don Camillo, ho visitato i suoi musei e mi sono goduta l’atmosfera di un paesino della provincia emiliana in un caldissimo pomeriggio di luglio.brescello peppone don camillo

Il Museo

Il Museo Peppone e Don Camillo è stato inaugurato nel 1989 ed è ospitato in quella che nei film era la casa del popolo di Brescello. È un museo piccolo ma molto carino, in pratica una sola grande stanza che raccoglie un sacco di cimeli originali dei film, come la bicicletta di Camillo, la motocicletta Guzzi con sidecar o l’apparecchio radio di Peppone. E poi un sacco di poster in lingue diverse, a testimoniare il successo internazionale dei film, che erano molto popolari in Francia, Spagna e Germania, fotografie di scena e del dietro le quinte, pannelli con storie e aneddoti, e un sacco di materiale su Giovannino Guareschi.

Un angolo del museo è allestito a gift shop, ed è stato difficile trattenermi e non comprare niente, perché mi piaceva quasi tutto. Decine di libri e raccolte di Guareschi, calamite tazze e ogni altro gadget camillizzabile e/o pepponizzabile, e prodotti tipici del luogo ribattezzati in onore delle due star locali: il nocino di Don Camillo, la grappa di Peppone, e dei biscottini tipo amaretti chiamati le risse.brescello museo peppone don camillo

Cosa vedere a Brescello

Io volevo visitare il Museo di Peppone e Don Camillo, che fa parte di un circuito di tre musei comunali che possono essere visitati tutti con lo stesso biglietto – che costa 5 euro – così ne ho approfittato e ho dato un’occhiata anche agli altri due.

Uno è il Museo Brescello e Guareschi: il Territorio e il Cinema, un paio di stanze che raccontano la civilità contadina del paese e della provincia emiliana, ed il rapporto tra il cinema e Brescello ed i suoi abitanti, che negli anni ’50 si ritrovarono proiettati su un set cinematografico internazionale, il loro paesello era diventato una star. L’altro è il piccolo museo archeologico, che ospita alcuni reperti di epoca romana rinvenuti nei dintorni.brescello peppone don camillo

Il biglietto si acquista al punto informazioni turistiche del paese, dove si può anche trovare la mappa che indica tutti i luoghi di Don Camillo e Peppone, come ad esempio quelle che erano le loro case, la stazione ferroviaria la Madonnina del Borghetto, protagonista del film Don Camillo monsignore ma non troppo (più informazioni sui luoghi dei film le trovi qui).

Ma il luogo più famoso e più legato ai personaggi di Guareschi è piazza Matteotti, la grande piazza di Brescello sulla quale si affacciano il municipio e la chiesa (la famosa chiesa del crocifisso parlante). Da qualche anno in piazza ci sono due statue dei local heroes, quella di Peppone proprio fuori dal municipio, che saluta con un’alzata di cappello il suo amico e rivale, e quella di Don Camillo di fronte alla chiesa, che risponde con un gesto della mano.

Il resto del paese è costituito da un pugno di casette e qualche strada. Ho passeggiato per le stradine di Brescello, incontrando ristoranti, b&b e lavanderie che portano il nome dei due personaggi. Dopo un po’ mi sono ritrovata di nuovo in piazza Matteotti, e mi sono seduta al tavolino di un bar per una birra, potevo scegliere tra il bar Don Camillo e il Caffè Peppone. Ho scelto quest’ultimo perché l’altro era deserto (cattivo segno) e perché questo era proprio accanto ad un negozio di souvenir di cui avrei potuto osservare la vetrina per ore. Un negozio che vende solamente souvenir di Peppone e Don Camillo, magliette, portachiavi, calamite, tazze, cappelli, toppe per la giacca, prodotti enogastronomici…brescello museo peppone don camillo

C’è da perderci la testa, ma anche da rifletterci. Perché Brescello è un paese carino e piacevole per passare qualche ora un sabato pomeriggio, ma non è unico né straordinario per la media italiana. Però ha saputo sfruttare una temporanea popolarità internazionale per costruirsi un’identità e trasformarsi in una destinazione turistica che funziona ancora 60 anni dopo l’uscita dei film. Un’operazione di marketing turistico in piccola scala che ha trasformato uno dei tanti paesi carini d’Italia in un’icona internazionale e inter-generazionale.


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