Mantova, Palazzo Ducale e la Camera degli Sposi: 8 motivi per visitarli

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La scorsa settimana ho finalmente spuntato una voce che da troppo tempo pesava sulla mia lista di cose da fare e da vedere: ho visitato Palazzo Ducale a Mantova e la Camera degli Sposi, due luoghi chiave della storia dell’arte italiana che ho studiato e ammirato tante volte sui libri. E poi quest’anno Mantova è Capitale Italiana della Cultura 2016, un’occasione perfetta per scoprire questa città ricca di storia e luoghi d’arte.

A Mantova non c’è solo il Palazzo Ducale e la Camera degli Sposi, e mi sono ripromessa di tornare presto per visitare anche tutto il resto. Intanto però ho avuto un gustoso assaggio di quello che può offrire la città dei Gonzaga, patrimonio dell’umanità Unesco.palazzo ducale mantova

Palazzo Ducale a Mantova è una meraviglia: è grande e complesso, essendo stato costruito per aggiunte successive a partire dal medioevo attraverso tutto il Rinascimento ed il Barocco, ed è ricchissimo di opere d’arte e decorazioni uniche. Se pensiamo che negli anni è stato praticamente svuotato della maggior parte degli arredi e dei dipinti, possiamo solo immaginare il fasto e la magnificenza della reggia dei Gonzaga, duchi di Mantova. Ci si potrebbero passare ore all’interno e soffermarsi su ogni opera e dettaglio dell’architettura, ma se vuoi sapere cosa secondo me sono le cose da non perdere per ottimizzare il tempo, ecco le 8 cose che costituiscono 8 buoni motivi per visitare questo complesso museale unico.palazzo ducale mantova

La Camera degli Sposi

La splendida Camera Picta affrescata dal Mantegna: puoi vederla in foto tutte le volte che vuoi, ma dal vivo è un’altra cosa. Perché le piccole dimensioni della stanza rendono ancora più straordinarie le figure ed i paesaggi dipinti dall’artista, e perché solo stando in piedi al centro si apprezza davvero la perfezione della prospettiva sul soffitto. La volta è la parte più bella e emozionante, una veduta dal basso in alto di un oculo che si apre sul cielo azzurro, su cui si affacciano i personaggi della corte dei Gonzaga e qualche puttino cicciuto che si sporge dalla balaustra visti di estremo scorcio.

La Camera degli Sposi si trova nel Castello di San Giorgio adiacente al Palazzo Ducale, ed ha un ingresso separato. Le sue pitture erano già delicatissime prima, ma dopo il terremoto del 2012 sono ancora più a rischio di danneggiarsi irreparabilmente: dopo un lungo e difficile restauro la Camera ha riaperto al pubblico qualche mese fa, e adesso si può visitare in piccoli gruppi e al massimo per 15 minuti, per non alterare gli affreschi con l’umidità del fiato delle persone. A causa del tempo limitato e scaglionato, la Camera degli Sposi si visita per prima, subito dopo aver acquistato il biglietto, e poi si può visitare il Palazzo Ducale in tutta calma.camera degli sposi

Lo studiolo di Isabella d’Este

Questo piccolo ambiente è una delle stanze più sorprendenti d’Italia, e da solo vale il prezzo del biglietto. Isabella d’Este era una delle donne più colte e intelligenti del Rinascimento, l’unica donna che possedesse uno studiolo, preziosissimo lusso intellettuale concesso solo a pochi signori. Il suo rivaleggiava per preziosità e unicità con quelli dei signori di tutta Europa, decorato con dipinti dei più grandi artisti dell’epoca (dal Mantegna al Perugino) e con sportelli di legno intarsiato con complesse prospettive e scene trompe l’oeil e traboccante di collezioni scientifiche e di antichità, di gemme e curiosità naturali e qualsiasi cosa fosse considerata rara e preziosa. I dipinti sono finiti al Louvre, ma tutto il resto è rimasto a Mantova e continua a lasciare a bocca aperta ancora oggi.

La Trinità adorata dalla Famiglia Gonzaga, di Rubens

Un dipinto del celebre pittore fiammingo che raffigura la famiglia di Vincenzo I Gonzaga, che gli commissionò la tela nel 1604 per la chiesa della Santissima Trinità. Purtroppo a Mantova è rimasta solo la parte centrale dell’opera di Rubens (le altre due sono a Nancy e ad Anversa), ma il fatto che sia incompleta non toglie niente alla forza dell’opera di Rubens.rubens trinità mantova

L’appartamento degli arazzi

Le pareti di tre delle quattro sale di questo appartamento del palazzo sono rivestite con 9 grandi arazzi tessuti nelle Fiandre (cioè il top della qualità dell’epoca) su disegni di Raffaello, gli stessi cartoni che l’artista realizzò per gli arazzi del Vaticano. Gli arazzi spesso vengono snobbati, ma sono dei capolavori rinascimentali che uniscono arte e artigianato con risultati spesso di altissimo livello.

La sala di Manto

Questa splendida sala magnificamente affrescata deve il suo nome a Manto, mitologica indovina che secondo Virgilio sarebbe la madre del leggendario fondatore di Mantova. A metà del ‘500 fu completamente affrescata per volere di Guglielmo Gonzaga con un complesso apparato decorativo di gusto classico composto da cornici architettoniche, specchiature marmoree e scene mitologiche.

La sala del Pisanello

Si trova nella Corte Vecchia, la parte più antica di Palazzo Ducale costruita nel ‘200, e decorata a metà del ‘300 da Pisanello con un grandioso ciclo di affreschi tardo-gotici a tema cavalleresco. Gli affreschi medievali furono coperti e dimenticati per secoli, finché non sono stati riscoperti con grande sorpresa negli anni ’70. Purtroppo gli affreschi sono molto danneggiati e se ne salvano solo alcuni frammenti e le sinopie, ma sono sufficienti per capire quanto doveva essere magnifica la sala ai tempi della decorazione originale.

I soffitti degli appartamenti ducali

La visita al Palazzo Ducale di Mantova si fa anche con il naso all’insù, perché spesso i soffitti delle stanze sono vere e proprie opere d’arte che celebrano i Gonzaga e anche i loro interessi culturali. Complesse allegorie, riferimenti mitologici e sfoggi di cultura: nelle coperture delle sale c’è questo e molto altro. Tra i soffitti che mi hanno colpita di più ci sono quelli lignei della sala del labirinto e di quella degli arcieri, provenienti dal palazzo di San Sebastiano, e quello della sala dello zodiaco, affrescato tutto di blu intenso e con le costellazioni dell’emisfero boreale.palazzo ducale mantova

Galleria degli specchi

Uno degli ambienti realizzati nell’ultima fase costruttiva del palazzo, a fine ‘700, con il gusto neoclassico dell’epoca, e che era originariamente la sala dedicata alla musica. Sulla volta sono dipinte le solite complesse allegorie mitologiche, ma quello che colpisce sono gli specchi che decorano le pareti, che nel ‘700 erano una vera innovazione tecnologica ed un lusso alla portata di pochissime famiglie. Fino a pochi anni prima gli specchi erano gli stessi dai tempi nel medioevo, concavi e di metallo lucidato assai poco riflettente.mantova capitale della cultura

Insomma, il Palazzo Ducale di Mantova mi è piaciuto un sacco, oltre alla camera degli Sposi, di cui mi aspettavo grandi cose, non ero preparata ad una tale ricchezza di opere d’arte stratificate in epoche diverse e legate tra loro dal filo rosso dei Gonzaga.

Se ci stai facendo un pensierino ti consiglio di approfittarne quest’anno e di sfruttare gli eventi in programma per Mantova 2016, Capitale Italiana della Cultura. E se per il pernottamento vuoi la comodità e la libertà di un appartamento o una casa vacanza dai un’occhiata su Hundredrooms.it.


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4 commenti

  • Ho ricordi sbiaditi di Mantova, ci sono stata tantissimi anni fa. Quest’anno è l’occasione per tornare, è una città veramente ricca di storia e fascino.
    Grazie per queste info preziosissime!
    Monica

  • Nicole Malfatto

    Ricordo di aver visitato Palazzo Ducale solo una volta, un brumosissimo pomeriggio di fine dicembre dopo essere stata a Palazzo Te (che invece conosco a menadito) per una mostra sul Mantegna. Era talmente umido che c’era la nebbia persino all’interno delle stanze a livello del pavimento. Roba da Cemetery Safari! Devo assolutamente tornarci quando torno dai miei, dato che abitiamo vicinissimi a Mantova.

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