Visitare Palermo: le mie esperienze da non perdere

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visitare palermoVisitare Palermo è facilissimo, ma descriverla non è semplice. È una città diversa da ogni altra, che non si sforza di apparire migliore di quello che è, eppure è bellissima anche quando è sgarrupata. Il suo è un fascino composito, fatto di millenni di storia e di arte, ma anche di profumi che escono dalle cucine, di un’attitudine popolare e un po’ tamarra nel senso più bello del termine, che è sempre autentica e mai ad uso e consumo dei turisti. Ed è una delle città più genuinamente multietniche in cui sia mai stata, perché secoli di incontri tra popoli e culture hanno reso Palermo quello che è oggi, e per fortuna i palermitani non se ne sono mai dimenticati, anzi ne vanno giustamente orgogliosi.

Ho passato 3 giorni alla scoperta di Palermo, stavolta non da sola ma insieme a mia sorella, e tutte e due abbiamo perso la testa dai primi 5 minuti – grazie a una colazione salata a base di arancine – fino agli ultimi secondi trascorsi in città – in pasticceria per la precisione, a riempire le valige di cannoli e marzapane.palermo cosa vedere

Sono sicura che non basta una vita per conoscerla davvero, quindi non voglio scrivere una guida alla città, ma raccogliere le esperienze che ho fatto e vissuto e che secondo me sono da non perdere. Alla fine del post troverai qualche consiglio pratico su dove dormire, come spostarsi, ecc.

Cosa vedere a Palermo: le mie esperienze da non perdere

Salire sul tetto della Cattedrale di Palermo – La cattedrale è meravigliosa, un capolavoro di architettura arabo-normanna e uno scrigno pieno d’arte e di storia. L’ingresso è gratuito, ma con un biglietto cumulativo di 7 euro si possono visitare tutti gli ambienti della chiesa, compreso il museo del Tesoro della Cattedrale e le tombe reali, dove riposano Federico II di Svevia e i suoi familiari, i sovrani normanni che governarono la Sicilia nel medioevo. Ma soprattutto il biglietto permette di salire sui tetti della chiesa, inerpicandosi sulla stretta scala a chiocciola di una delle torri. La vista è incredibile, si vede tutta Palermo, il mare e si possono ammirare da vicino tutti i dettagli dell’architettura, che mescola caratteri normanni ed arabi creando uno stile unico e tutto siciliano. È un’esperienza affascinante davvero da non perdere!visitare palermo

I mercati – visitare Palermo significa necessariamente fare un giro in almeno uno dei suoi mercati: la Vucciria, il mercato del Capo e quello di Ballarò. È quasi impossibile descrivere l’atmosfera tra le bancarelle strette nei vicoli, i profumi, il vociare della gente, i cibi esposti che fanno pregustare quello che si mangerà a pranzo. Ortaggi, arance dorate, pesci spada a tranci, e altri pesci e molluschi che non li conosco neanche tutti, e poi ad ogni angolo chioschi fumanti di street food: dallo sfincione al pane con le panelle o con la milza, fino a quello indefinibile che frigge quello che c’è. La Sicilia tutta, e Palermo in particolare, si identificano fortemente con la loro cultura gastronomica, e aprire questo capitolo significa esplorare mondo dentro ad un altro mondo. Ne ho parlato meglio nell’articolo dedicato allo street food di Palermo.visitare palermo

La Martorana – una chiesa di quelle che ti fanno cadere la mascella. A Palermo ci sono decine di chiese belle, originali o speciali per qualche motivo, e molte sono difficili da scoprire senza la segnalazione di un autoctono, ma la Martorana spicca tra tutte ed è giustamente molto famosa e presente in ogni itinerario. Ufficialmente si chiama Santa Maria dell’Ammiraglio, ed è una delle chiese bizantine più spettacolari e uniche al mondo. Nei secoli ai mosaici dorati e a colori vivaci di epoca bizantina si sono aggiunte decorazioni in altri stili che hanno reso la Martorana un perfetto esempio dell’evoluzione nel tempo del gusto artistico in Sicilia. La chiesa è cattolica ma di rito bizantino ortodosso, ed è legata da sempre alla comunità albanese a Palermo, che ne ha influenzato lo stile. Insomma, la Martorana è davvero unica, quando si entra si rimane a bocca aperta di fronte all’ambiente tutto sommato piccolo, ma traboccante di marmi, mosaici, oro, colori vivaci, decorazioni scultoree e dipinti.

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La Martorana

Le Catacombe dei Cappuccini – uno luogo tanto inquietante quanto affascinante, e che non mi sarei persa per niente al mondo. Una serie di gallerie sotterranee che si snodano al di sotto del convento dei frati Cappuccini nel quartiere della Cuba, dove sono conservati ed esposti in bella vista centinaia di cadaveri mummificati. I corpi sono vestiti di tutto punto, sistemati con cura in piedi o nelle loro bare aperte, in lunghe file ordinate, catalogati con cartellini che dichiarano nome, data di morte e spesso professione del defunto. Le gallerie più impressionanti sono quelle dei bambini – tra cui la celebre Rosalia Lombardo, una bambina morta nel 1920 e perfettamente mummificata, tanto che sembra addormentata e pronta a destarsi – e quelle delle vergini con i loro vestiti di trine. All’interno delle Catacombe dei Cappuccini le fotografie sono proibite, ma mia sorella ha deciso di sbattersene.

Mi sono piaciute talmente tanto che ho dedicato un post nella rubrica Cemetery Safari proprio alle Catacombe dei Cappuccini.

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La Cappella Palatina – un altro capolavoro di architettura arabo-normanna, un altro prezioso gioiello di mosaici dorati che stupisce i visitatori da oltre 800 anni. Si trova all’interno del Palazzo dei Normanni, un po’ fuori dal centro ma comunque raggiungibile a piedi in una mezz’ora al massimo, ma ne vale la pena. È semplicemente spettacolare, con una lunga e complessa narrazione di scene sacre e decine di dettagli simbolici: si possono perdere ore ad ammirare ogni singola figura umana, animale o pianta raffigurata nelle scene dei mosaici.

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La Cappella Palatina

L’Annunciata di Antonello da Messina – da solo questo dipinto basta come motivo per visitare Palermo e la Galleria Regionale di Palazzo Abatellis, ma anche il resto del museo è molto interessante. La Galleria espone sculture e dipinti che raccontano la storia dell’arte in Sicilia, con alcuni pezzi di particolare interesse, come il grande affresco staccato Il Trionfo della Morte, visionaria scena allegorica del 1400 dipinta da una mano anonima quanto ispirata. Tornando all’Annunciata di Antonello da Messina, è talmente bella e emozionante che si potrebbe guardare per ore il suo volto, ma soprattutto la sua mano sospesa in un gesto naturale ed enigmatico, la mano più bella di tutta la storia dell’arte italiana.

Mezza giornata a Monreale – a qualche km di distanza dal capoluogo, questo piccolo paese merita sicuramente una visita di mezza giornata per ammirare il suo bellissimo duomo e per godersi una passeggiata per le sue stradine caratteristiche e magari anche uno spuntino. Il Duomo di Monreale è giustamente famosissimo perché è un capolavoro di architettura e di arti applicate, ancora una volta il prodotto del felice incontro in Sicilia tra Arabi e Normanni, e sono contenta di averlo visitato con una guida turistica locale: vale davvero la pena di spendere del tempo e qualche euro per conoscerlo in modo approfondito.palermo cosa vedere

Visitare Palermo: consigli pratici

Per organizzarsi:

Per pianificare la tua visita alla scoperta della città ti consiglio di passare dal Micro, il punto informativo di VisitPalermo.it in via Alloro, a due passi da Palazzo Abatellis e dal porto. È micro ma gestito da ragazze simpatiche e accoglienti che conoscono bene la città, e soprattutto è utilissimo per avere consigli su cosa visitare e dove mangiare, per trovare una sistemazione per la notte, per noleggiare una bici o prenotare un tour guidato. Insomma, un punto di riferimento per iniziare a visitare Palermo con il piede giusto.

Dove dormire a Palermo:

Io sono stata a Casa di Amici, ed il nome è perfetto perché mi sono sentita proprio così: ospite a casa di amici. È un ostello con camere comuni e private – io e mia sorella infatti avevamo una stanza privata grande e comoda con bagno privato – ma anche una scuola di musica, di percussioni in particolare, ed un luogo dove incontrare amici, culture e idee dal resto del mondo. I ragazzi che ci lavorano sono disponibili e simpatici, alcuni sono siciliani e altri vengono da luoghi lontani, e rispecchiano alla perfezione lo spirito siciliano di accoglienza e valorizzazione dell’incontro tra culture diverse. Strumenti, libri, caffè e chiacchiere sono ovunque e a disposizione di tutti.

palermo dove dormire

A Casa di Amici

Come spostarsi a Palermo:

A piedi! Gli autobus ci sono, ma le distanze sono quasi sempre affrontabili a piedi con qualche decina di minuti di passeggiata (a parte Monreale), e secondo me se eviti di camminare nelle stradine e per le piazze ti perdi un sacco di cose. E ogni tanto concediti il piacere di perderti!

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6 commenti

  • Post denso ed intenso, alcune città sono davvero troppo complesse per essere raccontate, ho grandi difficoltà per Napoli ad esempio, è stata una settimana speciale, piena di sorprese, ma sono ancora a lottare con le parole… Questa tua Palermo cattura ed affascina.

  • Francesca Pierucci

    Ciao Claudia,sai proprio invogliare ad andare a vedere di persona i luoghi che hai visitato!!
    Dalla tua descrizione sembra di percepire i profumi e i rumori di una Palermo “sgarrupata” come tu dici.(termine che trovo giustissimo).Ciao.

  • Ciao Claudia,

    Che testo meraviglioso! Mi ci ritrovo molto nelle tue parole, perché ogni volta che vado a Palermo ho più o meno le stesse sensazioni che descrivi tu.
    Sono sicura che è un testo che piacerà molto anche ai palermitani orgogliosi della loro terra.

    Ti leggo sempre, anche se non commento. 🙂

    Baci,

    Patricia

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