Cimitero monumentale delle Porte Sante, Firenze

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cimitero delle porte sante firenzeIl Cimitero delle Porte Sante di Firenze è un luogo speciale per diversi motivi. Non soltanto è uno dei più grandi cimiteri monumentali di tutta la Toscana, è ricco di opere d’arte ed è luogo di sepoltura di molti personaggi importanti. È anche posto in una posizione privilegiata: si stende tutto intorno a San Miniato al Monte, sui bastioni fortificati che circondano la basilica ed il monastero. La vista da qui è magnifica, e Piazzale Michelangelo è a pochi passi di distanza.

cimitero delle porte sante

Tombe ottocentesche di bambini

Il cimitero fu progettato da Niccolò Matas (lo stesso architetto della facciata di Santa Croce), fu inaugurato nel 1848 ed in seguito fu ulteriormente ampliato. Le sepolture vanno quindi dalla metà dell’800 fino ai giorni nostri, perché il camposanto è ancora in uso. Fin da subito acquisì un carattere monumentale e divenne il luogo d’elezione per l’eterno riposo dei fiorentini illustri (ma solo di quelli cattolici), e le tipologie di tombe sono le più varie: ci sono tombe a terra, eleganti cappelle private, semplici colombari e veri e propri monumenti funebri.

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cimitero delle porte sante

Monumento Antonio Piatti: un angelo sbarra il passaggio tra il mondo dei vivi e quello dei morti

Tombe famose al cimitero delle Porte Sante

Forse il più famoso tra le personalità sepolte al cimitero delle Porte Sante è Carlo Lorenzini, meglio conosciuto come Carlo Collodi, il babbo di Pinocchio. Riposa nella semplice cappella di famiglia, sul cancello c’è un cartoncino con un disegno del burattino più amato del mondo. Poco distante c’è la tomba di Lorenzo Bertelli detto Vamba, l’autore del Giornalino di Giamburrasca – cioè gli autori dei due libri per l’infanzia che preferisco in assoluto.

cimitero delle porte sante

La cappella della famiglia Lorenzini dove riposa Carlo Collodi

Tre le migliaia di sepolture ci sono le tombe di artisti importanti come Libero Andreotti, Pietro Annigoni e Ottone Rosai, scrittori come Vasco Pratolini, e fiorentini illustri come Giovanni Spadolini e il produttore cinematografico Mario Cecchi Gori. E poi c’è la tomba di Pellegrino Artusi, il padre della cucina italiana, di Enrico Coveri, quella di Ciro Menotti e quella di Felice Le Monnier. Ho citato solo alcuni tra i personaggi più celebri sepolti qui, giusto per dare un’idea: passeggiare per i vialetti del cimitero è come fare un viaggio nella storia dell’arte e della cultura di Firenze e dell’Italia.

cimitero delle porte sante

La tomba di Pellegrino Artusi, il padre della cucina italiana

Tombe particolari

Le tombe e i monumenti funebri del Cimitero delle Porte Sante coprono un arco di tempo piuttosto ampio, dalla metà dell’800 ad oggi, generando una grande varietà di stili diversi, e molte sono state realizzate da artisti importanti. Così il camposanto è diventato negli anni un vero e proprio museo a cielo aperto di scultura.

I monumenti più affascinanti sono quelli romantici ottocenteschi, pieni di simboli, figure allegoriche o ritratti sentimentali. Ce ne sono centinaia, non posso segnalare tutti quelli che mi hanno colpita perché ci vorrebbero pagine e pagine, quindi ne ho scelti alcuni tra i più significativi o originali.

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Il famoso monumento dei fratelli Mazzone, Mario e Maria. Lui morì come aviere durante la Seconda Guerra Mondiale, lei lo seguì un anno dopo, pochi giorni prima delle nozze. La madre li fece ritrarre finalmente riuniti nell’eternità, lui in uniforme, lei in abito da sposa.

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Ma anche il monumento Ettore Focardi è ricco di disagio tanto quanto di simbolismi: rappresenta una sfinge che tiene tra le braccia un uomo che si divincola.

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Il monumento Emilio Koppel, che unisce tutto il realismo ed il romanticismo di fine ‘800 nella personificazione della Musica addolorata per la perdita del musicista. Ai suoi piedi spartiti, strumenti musicali ed una corona di fiori con la tenera dedica della vedova.

Cappelle funebri degne di nota

Così come rappresenta un museo a cielo aperto di scultura, il cimitero delle Porte Sante è a tutti gli effetti anche un catalogo di architettura. Ci sono decine e decine di cappelle funebri private che sono dei capolavori in miniatura di architettura, che spesso non assomigliano affatto a cappelle funebri. Molte volte ricordano la tradizione fiorentina medievale e rinascimentale, altre seguono stili internazionali popolari all’epoca delle costruzioni, come il neoclassico, lo stile liberty e l’eclettismo.

La mia preferita è la Cappella Pettini che unisce neogotico, art decò e gusto per l’esotico in un mix eclettico. Le ceramiche sono di Galileo Chini, i leoni sono gli stessi che usò per decorare le terme di Salsomaggiore.

Per approfondire: le opere di Galileo Chini e le ceramiche della Manifattura Chini si trovano anche al Cimitero Monumentale dell’Antella!

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dettagli delle decorazioni di Galileo Chini alla Cappella Pettini

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Molte cappelle imitano le grandi chiese di Firenze, per esempio le cappelle Barbadoro e Lecchini Giovannoni, in stile neogotico e neorinascimentale, con chiari riferimenti all’architettura fiorentina.

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Una delle cappelle più belle (ma anche più rovinate) del Cimitero delle Porte Sante è la Cappella Bonciani Francini, realizzata in un originale stile a metà tra liberty e art decò. L’architetto è Enrico Dante Fantappiè, autore di altri monumenti funebri e sepolto proprio in questo cimitero.

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La Cappella Ruspoli fu costruita in stile neo-bizantino alla fine dell’800 su progetto dell’architetto Paciarelli. L’originalità e l’attinenza filologica ai modelli bizantini fecero vincere a questo piccolo edificio premi e mezioni su importanti riviste di architettura.

Forse può interessarti anche il Cimitero Americano di Firenze, ai Falciani.

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3 commenti

  • Vivendo qui in Australia dal 1968
    Essendo pur giovane di soli anni 18
    adesso settantenne mi sono accorto
    Quello che involontariamente mi fu tolto. La mia Firenze. Oh! Potessi
    anche Io ivi riposar per sempre
    e insieme a Lei dormir serenamente! M

    • claudia garage

      Grazie Mille Mario, la tua poesia è veramente un bel regalo per me e per Firenze… grazie ancora, mi è piaciuta un sacco! Un abbraccio da Firenze

  • Grazie tante Claudia del tuo generoso Commento. Mi rattrista, tanto la lontananza, ma sentirsi apprezzato ne raccorcia un po’la distanza e un po’altrettanto la, sofferenza.
    Dio ti Benedica.
    Mario con affect on.

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