Il Mondo che non c’era – Arte precolombiana in mostra a Firenze

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il mondo che non c'eraLo sapevi che i Medici sono stati i primi in Europa ad interessarsi e collezionare oggetti d’arte provenienti dall’America? Il legame tra Firenze ed il Nuovo Mondo comincia con Amerigo Vespucci e continua fino ad oggi, grazie alla nuova mostra al Museo Archeologico Nazionale di Firenze, Il Mondo che non c’era.

Giovedì scorso sono stata alla presentazione della mostra, e non vedevo l’ora di parlarne qui sul blog perché mi è piaciuta un sacco, e merita davvero di essere visitata. Magari è anche l’occasione per (ri)scoprire l’Archeologico, un bellissimo museo tra i meno visitati di Firenze, ed è un peccato perché vi sono conservati pezzi straordinari (come la Chimera di Arezzo e l’Arringatore), ed ha anche un valore storico intrinseco (prova a dare un’occhiata alle decorazioni delle pareti e alle vetrine ottocentesche della sezione egizia).il mondo che non c'era

Il Mondo che non c’era è il frutto della collaborazione tra il Centro Studi e Ricerche Ligabue, istituzioni italiane e estere, che hanno messo insieme opere provenienti dalle collezioni medicee, dalla Collezione Ligabue, dal museo parigino du Quai Branly e da alcuni collezionisti privati. Il risultato è un quadro completo sull’arte precolombiana che copre tutte le aree del centro e meso America e tutte le epoche, fino all’arrivo di Cristoforo Colombo.

il mondo che non c'era

Veneri precolombiane

Le opere provenienti dalle collezioni medicee sono straordinarie: non solo perché sono molto belle e particolari, ma anche perché sono tra i primi oggetti provenienti dall’America arrivati in Europa, probabilmente portati da Colombo o Cortez in dono ai sovrani di Spagna e poi donati di nuovo al papa Clemente VII (alias Giulio de’ Medici). Tra le tante da segnalare ci sono una maschera di onice verde, un vassoio di legno usata per mescere bevande allucinogene durante i riti religiosi dei Taino (la popolazione che incontrò Colombo nel 1492) e due propulsori aztechi, tra i pochissimi strumenti di questo tipo ricoperti d’oro. E poi c’è il grande ritratto di Montezuma, normalmente esposto al Museo degli Argenti di Palazzo Pitti insieme ad altri oggetti di arte precolombiana collezionati dai Medici.il mondo che non c'era

La mostra è un viaggio nelle Americhe del passato attraverso l’arte, che tocca ognuna delle tante culture diverse che si sono sviluppate in varie epoche ed in varie zone del Nuovo Mondo: dalle antiche veneri della cultura Valdivia (le prime ceramiche apparse in America) agli splendidi gioielli d’oro dei Nazca, fino ai vasi Maya riccamente decorati con miti e divinità.

Dalla collezione Ligabue invece provengono oltre 230 opere raccolte negli anni da Giancarlo Ligabue, imprenditore veneto ma soprattutto paleontologo, esploratore, appassionato di archeologia e collezionista, che ha dedicato la sua vita alla conoscenza delle civiltà americane. Oggi che Giancarlo è scomparso la sua attività viene portata avanti dal figlio Inti attraverso il Centro Studi e Ricerche che porta il nome dell’illustre babbo.

il mondo che non c'era

uomini e giaguari

I pezzi esposti raccontano tanto di questi popoli ormai lontani e a volte quasi dimenticati: usanze, credenze religiose, abitudini quotidiane, persino l’abbigliamento e il trucco. Ci sono oggetti che tracciano un’immagine a tinte forti di queste culture, come punteruoli in osso magnificamente decorati che venivano usati per l’automutilazione rituale e ciotole per le bevande allucinogene. Ma anche ceramiche dalle forme umane con forme e colori così dettagliati che fanno immaginare con precisione qual’era l’aspetto di quelle persone, e quali erano i loro gesti quotidiani. E poi tantissime rappresentazioni di animali: primo fra tutti il giaguaro, animale sacro in quasi tutte le culture precolombiane, simbolo di forza e potenza e dotato di poteri soprannaturali. Ma anche rospi, serpenti, scimmie, armadilli, alligatori e condor.il mondo che non c'era

Il Mondo che non c’era è in mostra fino al 6 marzo al Museo Archeologico Nazionale di Firenze, e si può visitare con lo stesso biglietto di ingresso al museo, che costa solo 4 euro. Insomma, è un’ottima occasione anche per visitare il resto dell’Archeologico – sezione egizia compresa – e di fare un giro nel suo bel giardino (c’è anche una tomba etrusca!).

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2 commenti

  • Peccato noi siamo tornati da poco da Firenze, abbiamo visitato tante mostre ma non questa. Quella che mi ha colpito di più è stata però quella di Palazzo Strozzi, mi ha impressionato per l’eccellenza delle opere e dei suoi artisti.

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