Dormire in aeroporto: qualche consiglio

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A tutti o quasi i viaggiatori prima o poi è capitato di dormire in aeroporto, per i più svariati motivi. Per qualcuno è solo una scocciatura inaspettata dovuta ad un ritardo o ad un volo cancellato, per altri è una necessità durante uno scalo, per altri ancora è una scelta. Io spesso ho deciso deliberatamente di farlo per risparmiare una notte in hotel o in ostello, specialmente quando avevo un volo la mattina molto presto: a volte è più comodo dormire poche ore in aeroporto gratis piuttosto che dormirne altrettanto poche ma a pagamento; in più mi risparmio lo sbattimento di dover raggiungere lo scalo in tempo per il volo nel mezzo della notte.dormire in aeroporto

Ma sarà aperto di notte?

Passare la notte naturalmente è possibile solo in quegli aeroporti che rimangono aperti anche durante le ore notturne. Molti scali italiani chiudono da mezzanotte fino alle 4-5 del mattino, e conosco gente che ha dovuto dormire davanti alle porte chiuse o dentro alle cabine del telefono di fronte agli arrivi perché dava per scontato di trovare aperto (è successo a Pisa). Per evitare queste situazioni spiacevoli basta informarsi sullo scalo in questione prima di partire: lo strumento migliore è sleepinginairports.net, una guida completa al pernottamento negli scali di tutto il mondo, completa di recensioni e consigli dei viaggiatori.

Il fatto che un aeroporto sia aperto durante la notte non significa che sia “sleeper-friendly”: alcuni sono chiaramente ostili verso i viaggiatori che dormono, come per esempio Orio al Serio, dove i pochissimi sedili hanno i braccioli, ed i sorveglianti ti svegliano ogni 10 minuti per farti spostare un pochino più in là, senza nessuna ragione particolare. Invece uno dei più sleeper-friendly è Londra Stansted: spesso ci ho visto gente organizzatissima con tende, materassini e sacchi a pelo, ed è chiaro che ci passano più di una notte (magari l’intero viaggio! E non la prima o l’ultima sera come faccio io), trasformandolo di fatto in un campeggio indoor gratis. Venezia Marco Polo invece è chiuso di notte solo in teoria: una volta sono stata lasciata da Liz (una specie di guru degli aeroporti!) di fronte alle porte chiuse, ma i poliziotti di ronda all’interno mi hanno gentilmente lasciata entrare e dormire.

dormire in aeroporto

Eccomi in azione a Londra Stansted

Cosa portarsi per dormire in aeroporto

Bastano pochi utili oggetti per riuscire a passare qualche ora di sonno decente sul pavimento o su una poltroncina, e devono essere piccoli e leggeri per poter stare nel bagaglio a mano. Io di solito mi porto un sacco-lenzuolo leggero da poter stendere per terra (fa comunque sempre comodo nei viaggi meno lussuosi), un cuscino gonfiabile, la mascherina per gli occhi, e tengo a portata di mano una felpa extra contro l’aria condizionata a palla.

Alla ricerca del comfort perduto

È innegabile che dormire in aeroporto non è il massimo della comodità, ma si può sempre cercare di trovare un posto più comodo possibile, e non si tratta solo di tentare di accaparrarsi una poltroncina o magari due (ma senza braccioli nel mezzo). Il mio punto ideale per passare la notte è lontano dagli spifferi delle porte automatiche e dalle zone di intenso passaggio, magari vicino ad una presa elettrica. Recentemente ho scoperto che le macchinette automatiche producono un utilissimo rumore bianco che copre un po’ la voce fastidiosa degli altoparlanti, ma comunque in viaggio non dimentico mai i tappi per le orecchie.

Se vuoi farti due risate sull’argomento leggiti Mondo Aeroporto – aneddoti e curiosità dagli aeroporti di tutto il mondo.

E tu cosa ne pensi, ti sono stati utili questi consigli? Se ti vengono in mente altri suggerimenti da aggiungere lasciami un commento!


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