Di villaggi amish, di pregiudizi e di zuppe ai peperoni

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comunità amishQuesta è una di quelle esperienze di viaggio da cui non ti aspetti niente e invece riescono a sorprenderti in modi del tutto inaspettati. Fare tappa in una comunità Amish non era tra le mie priorità, e ho deciso di fermarmi ad Arcola, nell’Illinois centrale, solo perché si trovava lungo il mio percorso. Ero curiosa sì, ma non troppo, non abbastanza da fare una deviazione, ma visto che stava proprio lì a metà strada mi sono fermata per mezza giornata.

Quello che sapevo di Arcola e della Amish Country dell’Illinois l’avevo letto su un paio di siti internet anni ’90 e su un opuscolo che ho trovato a Springfield. Da queste misere fonti mi sono immaginata una comunità tradizionale piuttosto aperta verso i visitatori: ci sono negozi di artigianato, di prodotti gastronomici e ristoranti tipici. C’è addirittura un parco di divertimenti per famiglie che consiste in un appezzamento brullo di terreno con alcune piccole strutture di cemento ricoperte di pezzi di piastrelle e specchietti (credo che questo sia il massimo del divertimento per una famiglia Amish), si chiama Rockome Gardens ed è la principale attrazione turistica nel raggio di miglia, ma sfortunatamente di inverno è chiuso.

comunità amish

Arcola, Illinois. Una botta di vita

Mi aspettavo una piccola località turistica organizzata per dare ai visitatori l’illusione di sbirciare la vita quotidiana di una comunità molto riservata. Insomma, a dirla con sincerità sentivo puzza di ipocrisia, da parte di persone che da un lato conducono una vita molto semplice e rigorosa, rifiutano l’elettricità e altre comodità moderne, e vivono di lavoro manuale e preghiera; e che dall’altro lato però lucrano accogliendo i turisti e accettando di diventare loro stessi attrazioni turistiche e oggetti di consumo.

E invece no. L’impressione che ho avuto è stata molto diversa, e mi sono anche un po’ sentita in colpa per aver avuto dei pregiudizi su queste persone che sono diverse anni luce da me.

Arcola si è rivelato un piccolo paese sperso tra i campi di mais dell’Illinois, un normalissimo paese della provincia americana, con gente che guida macchine e compra prodotti confezionati al negozio all’angolo. Un posto piuttosto desolato e noioso a dirla tutta, a quanto pare di turismo qui non ce n’è poi molto neanche d’estate, figuriamoci a dicembre quando ci sono stata io. Solo un negozio di mobili artigianali e un ristorante che propone cucina olandese forniscono qualche indizio della presenza degli Amish in zona. Ma loro se ne stanno altrove, lontani dal piccolo centro abitato, in case di legno con i panni stesi fuori lungo la strada sgangherata per Arthur.

comunità amish

calesse, modello invernale

Mi sono fermata nell’unico negozio propriamente gestito dalla comunità Amish, un alimentari posto accanto all’ingresso dei Rockome Gardens che serve anche il pranzo. Il menu del giorno comprendeva due voci, ho scelto la zuppa di peperoni e carne. Quale carne? Di quale animale? Boh. Secondo me un mucchio di roba diversa macinata insieme, inclusa la trippa, ma era buonissima. Ho mangiato condividendo il tavolo con lo sceriffo e il suo vice in pausa pranzo, gli unici due che mi hanno rivolto la parola in tutta la contea. Ho scambiato quattro chiacchiere con loro, e mi hanno aiutata a capire un po’ questo luogo ed il rapporto tra la comunità Amish ed il resto della popolazione.comunità amish

E alla fine ho avuto l’impressione di una comunità religiosa che è dovuta scendere a compromessi con il mondo esterno che la circonda, trovando un equilibrio di civile convivenza. Gli Amish cercano di non rinunciare al loro stile di vita tradizionale: vanno in giro sui calessi, non hanno la corrente, eccetera. Ma non sono così isolati: hanno accettato che il proprio vicino di casa possa essere molto diverso (magari guida un suv e guarda la tv spazzatura), e che possa persino essere simpatico e diventarne amico. Hanno accettato persino il fatto che le persone possano essere interessate alla loro cultura e vogliano conoscere il loro modo di vivere, anche se in modo superficiale e a volte privo di rispetto. Al giorno d’oggi per loro è quasi impossibile vivere soltanto di agricoltura come vorrebbero, ed essere totalmente autosufficienti, così hanno cominciato a produrre mobili, piccolo artigianato e prodotti tipici per soddisfare la richiesta degli americani in cerca di sapori autentici.

comunità amishSo che in altre parti degli Stati Uniti i villaggi Amish sono delle vere e proprie attrazioni turistiche, inevitabilmente deludenti ed ai limiti del fastidio, ma per fortuna per me ad Arcola è stato diverso. Forse è dovuto al fatto che l’Illinois non è certo il primo stato americano che viene in mente quando uno pensa agli Amish: molti pensano che stiano soltanto in Pennsylvania e dintorni (dove effettivamente ci sono località molto turistiche) ma in realtà ci sono comunità più piccole in quasi tutti gli Stati Uniti, dove evidentemente se ne stanno più tranquilli.

È difficile se non impossibile vivere una autentica “esperienza Amish” in America, visto che il loro isolamento è autentico, più culturale che fisico, e si lasciano incontrare solo in alcune località previste e controllate – inevitabilmente turistiche – ma penso di aver avuto un’ottima opportunità per capire un po’ di più questa gente.

comunità amish

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4 commenti

  • Bell’articolo. 🙂
    Personalmente a me gli Amish mi hanno sempre inquietato con la loro chiusura (vero che non sono gli unici a questo mondo) e sapendo che se rifiuti lo stile di vita vieni completamente cancellato (ignorato e anche la tua famiglia rischia di essere esclusa dalla società amish), mi viene la pelle d’oca (e me lo fanno tutte quelle aggregazioni, religiose o non, che si comportano nella stessa maniera.
    Sarei comunque curiosa di fare questa esperienza, anche se non verrei accettata per le mie credenze religiose.

  • Wow, ho sempre voluto vedere un villaggio Amish… ci sono riuscita attraverso queste foto (per ora):)

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