Art Institute of Chicago: 10 opere da non perdere

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art institute of chicago

I leoni simbolo del museo

Poco prima del mio viaggio a Chicago TripAdvisor ha stilato la classifica dei 25 musei più belli del mondo, e con grande gioia e orgoglio degli abitanti della Windy City, il podio del primo posto è andato al l’Art Institute of Chicago. È vero che le classifiche di TripAdvisor spesso non significano molto, ma è anche vero che questo museo d’arte è in cima anche alle top 10 di fonti ben più prestigiose come il Time.

E da secchiona viziata dai grandi musei storici europei come gli Uffizi, il British Museum e il Louvre, ho pensato okay, sarà davvero bello, ma dubito che sia davvero il museo più bello del mondo. E invece l’Art Institute mi ha sorpresa: per fortuna non devo giudicarlo io, ma per me è sicuramente tra i più straordinari musei d’arte che abbia mai visto.

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Serie dei Mucchi di Grano di Claude Monet

Prima di tutto per la quantità e la varietà delle opere: ci sono decine di collezioni diverse di ogni tipo, dall’archeologia classica alla pittura europea del medioevo e rinascimento, alla pittura americana più recente, fino alla più grande collezione di opere impressioniste al di fuori della Francia.

E poi per la qualità delle opere: non c’è semplicemente un po’ di tutto, c’è il meglio di tutto. Ci sono dipinti importantissimi presenti nell’immaginario di ognuno di noi, reperti archeologici romani, greci ed etruschi straordinari, di una qualità tale difficile da trovare persino nei nostri musei italiani, e opere dei più grandi artisti degli ultimi decenni come Picasso e Chagall. La Modern Wing, l’ultima aggiunta a questo immenso museo d’arte (il secondo più grande di tutti gli Stati Uniti), è stata progettata da Renzo Piano e inaugurata nel 2009.

Chicago art institute

Il biglietto di ingresso è piuttosto caro, 23 dollari, ma li vale tutti, se si considera quello che c’è esposto e che ci si può passare tranquillamente un’intera giornata dentro. È anche un labirinto, visto che è composto da diversi edifici collegati tra loro soltanto al piano terra. Se non vuoi passarci tanto tempo ti consiglio di armarti di mappa e selezionare le opere più importanti e quelle che ti interessano di più. Ecco la mia mini-guida alle 10 opere da non perdere dell’Art Institute of Chicago:

art institute of chicago cosa vedereVincent Van Gogh, Autoritratto e Camera da letto – due tra le opere più famose di Van Gogh, due quadri piccoli ma molto intensi, posti uno accanto all’altro.

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art institute of chicago cosa vedereClaude Monet, Mucchi di grano – anche qui c’è poco da aggiungere, il nome dell’artista parla da sé: il museo espone in un’unica sala una serie completa dei celebri studi di Monet sul variare della luce a seconda delle ore e delle stagioni. Sono molto emozionante, ed il bello è poter avere la visione di insieme di tutta la serie, un’opportunità davvero unica.

art institute of chicago cosa vedereAmerican Gothic, di Grant Wood – l’immagine icona della provincia americana, un quadro più famoso del suo autore e del suo stesso titolo. La donna e l’uomo con il forcone di fronte alla casa in legno mi hanno rubato almeno 15 minuti: è uno dei miei dipinti americani preferiti, e osservarlo dal vivo è stato un po’ come osservare la Gioconda: è un ritratto enigmatico, e non ho ancora capito se è drammatico o ironico.

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American Gothic – i due tizi col forcone

art institute of chicago cosa vederePicassoIl vecchio chitarrista cieco – quadro stra-famoso del periodo blu di Picasso, lo abbiamo visto tutti sul libro di storia dell’arte delle medie, ma vederlo dal vivo è tutta un’altra cosa.

art institute of chicago cosa vedereLa sezione archeologica – contiene reperti e opere d’arte romana, etrusca e greca (soprattutto dalla Magna Grecia) di altissimo valore artistico. Io sono rimasta davvero a bocca aperta di fronte a sculture come la testa di matrona con tutti i suoi riccioli ben definiti e al mosaico con una torta perfetta proveniente dal pavimento di una ricca villa romana del Mediterraneo orientale.

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art institute of chicago cosa vedereHenri Matisse, Bagnanti al fiume – forse non uno dei più famosi, ma sicuramente uno dei dipinti più importanti di Matisse che segna una svolta nella sua carriera artistica.

art institute of chicago cosa vedereSeurat, Una domenica pomeriggio sull’isola della Grande-Jatte – il più famoso quadro di Seurat e di tutto il puntinismo. Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro, se non che è una di quelle opere da vedere dal vivo a diverse distanze, perché stampata su un libro o sullo schermo di un pc non rende affatto.

art institute of chicago cosa vedereI modellini delle più famose sculture pubbliche di Chicago – Le grandi opere d’arte pubblica della città come il Flamingo rosso o la figura di Picasso di fronte al Daley Center sono state prima riprodotte in scala e poi costruite a grandi dimensioni nelle piazze e nelle strade della città.

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modellini di sculture urbane

art institute of chicago cosa vedereBuddha Seduto – una delle più delicate rappresentazioni del Buddha in meditazione proveniente dall’India del sud e scolpito nel XII secolo.

art institute of chicago cosa vedereMarc Chagall, America Windows – quattro vetrate colorate realizzate dall’artista negli anni ’70 appositamente per l’Art Institute of Chicago, e riesposte nel 2010 dopo un lungo restauro. È difficile spiegare a parole quanto siano belle, piene di dettagli e di storie intrecciate, sono una delle cose più belle dell’intero museo.

Le vetrate di Chagall

Le vetrate di Chagall

Ma non ci sono solo queste 10 straordinarie opere: l’Art Institute of Chicago è un labirinto di arte in ogni sua forma, c’è persino una collezione di case di bambole che riproducono abitazioni di tutto il mondo ed una di fermacarte di vetro con le murrine di Murano. Io ci ho perso praticamente un’intera giornata e sono stata cacciata da un custode all’orario di chiusura. Insomma, è davvero un museo straordinario e non mi stupisce più di trovarlo citato tra i migliori musei d’arte del mondo.

Ah, se ti stai chiedendo da dove provengano tutte queste grandi opere europee, la risposta è che sono state acquistate da privati e poi donate al museo o comprate da questo. Niente furti o bottini di guerra di stampo napoleonico 🙂

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