Il cimitero di Spoon River, dove tutti dormono sulla collina

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Dove sono Ella, Kate, Mag, Lizzie e Edith,
il cuore tenero, l’anima semplice, la chiassosa, la superba,
l’allegrona? –
tutte, tutte, dormono sulla collina.
Una morì di parto clandestino,
una di amore contrastato,
una fra le mani di un bruto in un bordello,
una di orgoglio
infranto, inseguendo il desiderio del cuore,
una dopo una vita lontano a Londra e Parigi
fu riportata nel suo piccolo spazio accanto a Ella e Kate e Mag –
tutte, tutte dormono, dormono, dormono sulla collina.

(Se non l’hai già fatto leggi anche la prima parte del mio racconto dei luoghi dell’Antologia di Spoon River)

cimitero di spoon river

Dall’immaginazione alla realtà

antologia di spoon riverIo Lewistown naturalmente me la immaginavo un po’ diversa. È ovvio che l’immaginazione non corrisponde mai alla realtà, e io avevo immaginato tantissimo questi luoghi. Per fortuna il confronto tra luoghi reali e luoghi della mente non è stato deludente, anzi. Ho avuto la grande opportunità di vivere questo angolo di Stati Uniti per tre giorni come una persona del luogo, accolta da una famiglia, quella del signor Bob, il capo contea della Fulton County, che mi ha trattata come una figlia. E mi sono bastati tre giorni per sentirmi a casa in questo pezzetto di provincia dimenticata da tutti, così diversa dalla mia realtà. Mi sono abituata ai ritmi, alle distanze e a tutti quei campi di mais con le piante ormai tagliate e la terra nerissima e sporca di neve.

luoghi di spoon river

Ecco, io non mi aspettavo di trovare la neve. Come ho già detto qualche post fa a proposito del mio on the road in USA, ho un po’ sottovalutato l’inverno dell’Illinois, ma a parte questo la neve proprio non ci entrava nel mio quadretto immaginario di Spoon River. Quello che mi aspettavo erano le modeste case in legno, la dimensione provinciale e sociale in cui è sospesa Lewistown da più di un secolo, e i campi di mais. I campi di mais me li ero immaginati eccome, ma credevo che fossero come in tutto il resto dell’Illinois, e cioè piatti come una tavola e attraversati da lunghe strade dritte. Invece qui nella Fulton County il paesaggio è diverso dal resto dello stato, ed è dominato dal grande Illinois River, che serpeggia attraverso le colline, formando paludi e stagni con vegetazione diversa dal mais.

cimitero di spoon river

E questo paesaggio collinoso è stato una gradita sorpresa, visto che è una vera eccezione nel piattume generale dell’Illinois. Ho percorso in macchina la Illinois River Scenic Drive, da Peoria a Lewistown, un bel tratto di strada panoramica che costeggia il fiume: d’estate dev’essere molto affascinante, ma anche d’inverno, con il fiume ghiacciato e ricoperto dalle nebbie del mattino, sembrava un paesaggio sospeso nel tempo.

Nel cimitero di Spoon River

cimitero di spoon river

le due colonne di pietra al centro del cimitero originariamente ornavano il Palazzo di Gisutizia di Lewistown, bruciato a fine ‘800. Tra queste due colonne nel 1858 Abraham Lincoln pronunciò uno dei suoi famosi discorsi.

Anche il cimitero di Oak Hill si è rivelato un po’ diverso da come me lo ero immaginato. È più grande di quello che credevo, e ombreggiato da alberi, meno creepy e più rilassante. Ma questo non ha tolto nulla all’emozione di vederlo, finalmente, dopo 21 anni di attesa. Sono arrivata in macchina con il signor Bob, e ho chiesto di poterlo visitare da sola. A Bob non è dispiaciuto affatto restare in macchina al calduccio.

cimitero di spoon river

All’ingresso del cimitero viene fornita una brochure che racconta il legame con l’Antologia, ma soprattutto che elenca le tombe dei personaggi del libro, indicando posizione, nome vero e nome fittizio dato da Edgar Lee Masters. Le tombe dei personaggi dell’Antologia sono numerate con un segnalino di ferro battuto con la silhouette dell’autore. Mi sono messa a girare tra le lapidi con la brochure in una mano e l’Antologia nell’altra, dimenticandomi dei piedi che mi si stavano congelando negli stivali e del signor Bob che aspettava in macchina.

cimitero di spoon river

Il cimitero di Spoon River mi si è presentato così, ricoperto di neve, con i suoi grandi alberi spogli e con le lapidi di pietra consumate da tempo. Queste sono le lapidi dei morti a cui Edgar Lee Masters ha dato voce e ha ridato vita attraverso la sua Antologia di Spoon River. Esistenze tormentate dalle piccole miserie quotidiane che ci accomunano tutti, ma che sono straordinarie ognuna a modo suo. Giudici e avvocati, contadini e fuorilegge, puttane e puritane, alla fine tutti dormono sulla collina.

cimitero di spoon river

La mattinata che ho passato sul questa collina è stata uno dei momenti più emozionanti di tutto il mio viaggio negli Stati Uniti (insieme all’incontro con le orche nel Salish Sea), e naturalmente non è possibile spiegare completamente un’emozione così personale e un luogo così tanto desiderato.

cimitero di spoon river

Oak Hill è il cimitero zero, probabilmente è da qui che è partito il mio interesse per il luoghi di sepoltura, e se oggi potete leggere tanti articoli su questo argomento nella rubrica Cemetery Safari, è colpa dell’Antologia di Spoon River, di Lewistown e della Fulton County. E questo viaggio fino al cimitero di Oak Hill è stato come chiudere un cerchio.

 

cimitero di spoon river

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6 commenti

  • Ti ho letta e seguita come fossi lì, grazie Claudia.

    Mi hai mostrato un Illinois diverso ma altrettanto interessante!!

    P.S.
    Non sapevo del discorso di Lincoln lì…

  • Un racconto avvincente, si percepisce che é il compimento di un sogno. Brava!

  • Ciao Claudia,
    condivido in pieno quell’emozione di raggiungere finalmente un luogo a lungo sognato, immaginato e conosciuto attraverso libri e racconti di altri! Ancora oggi mi vengono i brividi pensando al mio ingresso in Santa Sofia ad Istanbul…

    Complimenti per questo racconto, conosco l’Antologia ed adoro la versione in musica di De Andrè… mi hai fatto venir voglia di rileggere e riascoltare quelle storie!

    Mery

    • claudia garage

      Grazie mille Mery per le tue parole! 🙂 mi fa piacere aver fatto venir voglia a qualcuno di (ri)prendere in mano l’Antologia!

  • Brava. Sono stato nel Delaware a cercare i luoghi della baia del Chesapeake…; leggi ‘La baia’ di James Michener e, se ti incuriosisce, facci un altro tuo reportage.

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