On the road sulla Route 66. Per caso

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Non avevo programmato di percorrere la Route 66. Non ci avevo minimamente pensato quando ho pianificato il mio viaggio on the road negli USA, nonostante partissi proprio da Chicago e attraversassi le zone dell’Illinois dove passa la leggendaria Mother Road. Leggendaria, appunto, viene spesso definita così la Route 66, oppure mitica o storica. Parole che per me hanno poco senso, che mi danno l’idea di un mito legato ad un passato ormai andato, tenuto in vita ad uso e consumo dei turisti. Non che non mi piacerebbe percorrerla, ma più per le zone che attraversa che non per la strada in sé. Mi piacerebbe percorrere qualsiasi strada americana che attraversi luoghi interessanti, leggendaria o meno.

route 66 illinois

Comunque il caso ha voluto che incontrassi la Route 66 per caso, senza cercarla, e più di una volta. Sono partita con l’auto a noleggio da Chicago, e ho impostato il navigatore satellitare verso la mia prima tappa, Lewistown, selezionando l’opzione no autostrade e no freeways. Volevo evitare le spaventose freeways di Chicago e percorrere strade tranquille e poco trafficate, per poi raggiungere la Illinois River Scenic Byway e godermi il paesaggio delle colline tra cui serpeggia il fiume (una piacevole alternativa al paesaggio medio dell’Illinois, piatto come una tavola e al 99% ricoperto da campi di mais). A quanto pare l’unica opzione per andare dal punto A (Chicago) al punto B (Peoria, all’inizio della Illinois River Scenic Byway) senza passare dalle autostrade è la Route 66.

route 66 on the road

L’epifania dal benzinaio: sono sulla Route 66!

Ma non l’ho capito subito, perché il navigatore ovviamente la chiama con i nomi attuali, cioè I-55, Route 53 e altri nomi. Ho capito che era lei dopo un paio d’ore che la percorrevo, quando mi sono fermata ad una stazione di servizio per comprare qualcosa da mangiare e da bere, e il benzinaio aveva scritto Route 66 dappertutto, compresa la gigantesca insegna al neon. A quel punto ho iniziato a notare i cartelli che segnalano il tracciato storico e ne indicano le deviazioni (e cavolo, sono ogni 10 metri, come avevo fatto a non notarli prima?).

Da Chicago a Pontiac

Così ho percorso la vecchia Route 66 dal punto di partenza, Chicago, fino a Pontiac, dove l’ho abbandonata per raggiungere la Illinois River Scenic Byway. E devo dire che è stato più interessante di quello che mi aspettassi perché, al di là del mito costruito intorno alla strada, ho trovato altri aspetti che mi hanno fatto scattare la molla. Probabilmente d’estate l’atmosfera è totalmente diversa, con turisti che vengono da tutto il mondo apposta per percorrere questa strada, e probabilmente questo è il tratto meno spettacolare dal punto di vista del paesaggio. Ma a fine novembre inizio dicembre mi ha portata attraverso un’America di provincia dimenticata, fatta di piccoli paesi isolati, fattorie sperdute tra sterminati campi di mais e polverose stazioni di servizio. Un’America senza grattacieli e senza lustrini, ma totalmente americana. Che era l’America che cercavo io.

route 66 on the road

Roadside America

Lungo la strada ho incontrato alcune delle classiche attrazioni di questa strada, ma quelle che interessavano a me erano le roadside attractions, che per fortuna proliferano lungo la Mother Road e non necessariamente legate ad essa. Statue giganti, arte pubblica che celebra piccole cose, americanate varie ed eventuali. A Braidwood ho fatto una sosta al tamarrssimo Polk-a-dot Drive In, circondato da statue di Elvis, Marliyn e dei Blues Brothers, con tanto di bagno delle donne era completamente tappezzato di foto di Elvis.

route 66 illinois

A Wilmington volevo pranzare al Launching Pad Drive-In, ennesimo diner che celebra il mito della storica strada e che sfoggia all’ingresso il Gemini Giant, un muffler man vestito da improbabile astronauta (sui muffler men è in arrivo un post che ne svelerà vita morte e miracoli, per ora tieniti la curiosità), ma purtroppo è chiuso. Se interessa è in vendita: la carriera di gestore di diner tamarro lungo la strada più famosa del mondo in un paese non degno di nota potrebbe essere affascinante.

route 66 on the road

Il Gemini Giant del Launching Pad Drive-in

Pontiac è un caso a parte, perché è una cittadina senza nessuna particolare attrattiva se non quella di trovarsi su questa benedetta strada, ma è riuscita a trasformare questa coincidenza geografica in un’occasione per attirare turisti. A Pontiac infatti c’è il Museo della Route 66 ed il celebre murales dove tutti si fanno una fotografia (io però non me la sono fatta!).

Springfield – un Cozy Dog sulla Route 66

La Route 66 l’ho rincontrata qualche giorno dopo, passando da Lincoln, Illinois. Lincoln è un posto piuttosto singolare, anche se a prima vista non lo sembra affatto, ma ve lo racconterò meglio in un prossimo post. Infine l’ho rincontrata a Springfield, dove rimane ancora uno dei pochi tratti originali superstiti della vecchia Route 66, risalente agli anni 30. Fino a pochi mesi fa c’era anche la storica Shea’s Gas Station, un benzinaio, un piccolo museo e un pezzetto di storia americana, ma purtroppo il proprietario è morto la gas station è chiusa.

route 66 cozy dog

Springfield è la città di Abraham Lincoln ma è anche la città del corn dog, ovvero un hot dog impastellato, fritto e servito su uno stecchino di legno, specialità gastronomica dell’Illinois. Il corn dog si può mangiare praticamente ovunque in USA, ma è stato inventato a Springfield, dallo storico Cozy Dog Drive-In, una delle attrazioni ufficiali della Route 66, e guai a chiamarlo corn dog: ovviamente qui si chiama cozy dog. Il locale è veramente carino, pieno di cimeli e piccoli pezzetti di storia alternativa americana. C’è anche una piccola biblioteca a disposizione degli ospiti con libri di autori della contro-cultura e della beat generation, e un angolo dove comprare qualche souvenir e cartolina. Purtroppo però, se devo dire la mia sul cozy dog… è atroce.

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7 commenti

  • Un pezzo d’America che non esiste più.. una strada che scompare pian piano e che non sempre garantisce quel che promette.
    In questo post ci ho trovato un pezzo della mia Route 66, grazie Claudia 🙂

  • Ahahahaha!!! Mi hai fatto morire dal ridere, io ho assaggiato il corn dog a casa di Americani, i bambini ne vanno letteralmente pazzi O__o
    In compenso sappi che mi hai fatto un sacco sacco di invidia: la Route 66 è uno dei miei viaggi-sogno…prima o poi la percorrerò!

  • Ciao mycocopops,
    bellissimo racconto, come sempre.
    Prosenguendo per meno di 2600 km verso ovest da Shea’s Gas Station potevi visitare Hackberry General Store, ci sono stato. una vota c’era il racconto su Trivago prima che diventasse quel che è diventato.
    Buoni viaggi ancora, ricordati che l’ultimo che fai è sempre il penultimo.
    roberto

  • dueingiro.blogspot.it

    La Route 66 affascia sempre!!!

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