L’Aitre Saint-Maclou, un ossario della Peste Nera a Rouen

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aitre saint-maclou rouen

Rouen è conosciuta come la città di Giovanna d’Arco, per la sua splendida cattedrale gotica e per il centro storico pieno di case a graticcio, uno dei centri medievali meglio conservati del Nord Europa. Ma a Rouen c’è anche un luogo poco conosciuto, proprio nel cuore della città medievale, che è unico in tutta Europa. Sto parlando dell’Atrio di San Maclovio, o meglio l’Aitre Saint-Maclou: un cimitero e ossario dove venivano sepolti gli appestati.

aitre saint-maclou rouen

L’Aitre Saint-Maclou non è solo un luogo per gli amanti del macabro, è un’architettura unica al mondo e una preziosa testimonianza dell’arte medievale e delle paure e dell’inquietudine di un’epoca. Se fate tappa a Rouen durante un viaggio in Normandia vi consiglio davvero di visitarlo, e non è affatto impressionante perché le ossa non sono più esposte al pubblico.

aitre saint-maclou rouen

Non credo che esistano in Europa altri cimiteri costruiti in questo modo, e cioè come un cortile chiuso sui quattro lati da edifici a graticcio in legno e pietra. Il cimitero originario risale alla Peste Nera del 1348, ma le quattro gallerie negli edifici a graticcio che chiudono il cortile sono state costruite nel 1500, in seguito alla seconda grande epidemia di peste che colpì la Francia e il resto d’Europa. Tre di queste gallerie furono costruite per ospitare l’ossario, una invece fu destinata a scuola per i bambini poveri di Rouen.

aitre saint-maclou rouen

Gli edifici a graticcio hanno un basamento di pietra, e tutti gli elementi in legno sono intagliati e scolpiti con motivi macabri: teschi, tibie, scheletri, falci mietitrici e una Danza Macabra. Questi intagli testimoniano l’alto livello raggiunto dalla scultura in legno in Normandia, un’arte tradizionale del Nord Europa considerata “barbara” nell’Italia rinascimentale, e che invece naturalmente ha un grande valore. Ma le decorazioni dell’Aitre Saint-Maclou testimoniano anche tutta la paura e l’angoscia di un’epoca, devastata dall’epidemia di peste nera che si portò via quasi metà della popolazione d’Europa.

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Tutti questi simboli di morte avevano una funzione scaramantica, come a volersi prendere gioco del triste mietitore. L’unico scheletro che si può vedere nell’Atrio è quello di un gatto: fu ritrovato all’interno di un muro, e probabilmente era un gatto nero che viveva nel cimitero per tenere lontani gli spiriti maligni. Chi l’ha detto che i gatti neri sono sempre stati associati al male?

Oggi l’ Aitre Saint-Maclou ospita la Scuola di Belle Arti di Rouen, quindi è visitabile soltanto quando non ci sono gli studenti, durante i weekend e le vacanze scolastiche.

Oltre all’Aitre Saint-Maclou la città offre molto altro nel suo splendido centro storico medievale, dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO: scopri il resto nel mio articolo che racconta a cosa visitare a Rouen!

 


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