Cimitero monumentale di Marcognano, Carrara

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cimitero monumentale di marcognano

I cimiteri non sono necessariamente luoghi lugubri. A volte diventano dei veri e propri musei a cielo aperto, dove l’arte si fa romantica e imponente. È il caso del Cimitero monumentale di Marcognano, a pochi minuti di macchina da Carrara.

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cimitero monumentale di marcognano

Sono andata a visitarlo la scorsa settimana durante il Festival Lunatica (due bei giorni alla scoperta della provincia di Massa e Carrara) insieme a Enrico di BassaVelocità, che si merita un grazie per avermene parlato tanto e per avermici portata. Diciamo che ci voleva poco per convincermi: gli è bastato citare le tombe massoniche.

cimitero monumentale di marcognano

L’architettura di Marcognano è ispirata a quella del cimitero genovese di Staglieno, su diversi livelli che seguono la pendenza della montagna. Ed è tutto di marmo. Non c’è da stupirsene in fondo, siamo a Carrara, e qui tutto gira intorno alle cave marmo: tutti ci hanno avuto a che fare in vita, cavatori, scultori, intere famiglie dovevano e devono la loro sopravvivenza a questa pietra, e il marmo accompagna i carrarini anche nella morte.

cimitero monumentale di marcognano

Il Cimitero Monumentale di Marcognano venne inaugurato nel 1896 ed è tuttora in uso: alcune delle sepolture sono molto recenti, altre sono ancora libere (se state cercando un alloggio di pregio per “più tardi” io ci farei un pensierino). Ma sono le tombe più vecchie che hanno storie più interessanti da raccontare. Imponenti cappelle di famiglia decorate che sembrano cattedrali in miniatura, e altre ancora dalle forme più strane, piene di simboli legati alla massoneria più che alla religione. Alcune tombe sono decorate con tralci d’edera, a ricordo delle lotte repubblicane, altre con grandi angeli romantici e drammatici.

cimitero monumentale di marcognano

Gli epitaffi sulle lapidi raccontano la storia di Carrara attraverso quelle dei suoi morti, come in una Spoon River delle Alpi Apuane. Ci sono cavatori morti in cava, fanciulle morte di malattia, giovani soldati morti in guerra, tante guerre che oggi ci siamo quasi dimenticati.

cimitero monumentale di marcognano

Le lapidi di Marcognano raccontano anche un’altra storia, piccola e curiosa: quella dell’evoluzione dei font nei primi del ‘900. Chi lavora nella grafica qui potrebbe impazzire a osservare i caratteri liberty inizialmente curvilinei e ispirati al mondo vegetale, che con gli anni si fanno sempre più geometrici e meno arabescati, fino a trasformarsi nelle marziali lettere fasciste.

cimitero monumentale di marcognano

Il Cimitero Monumentale di Marcognano è un posto pieno di arte, di ricordi e di dettagli. È lo specchio della cultura, dell’arte e della personalità di Carrara e dei carrarini. Vale la pena di passare un’ora a perdersi nelle vite (e nelle morti) di sconosciuti che hanno voluto raccontare qualcosa di sé attraverso una statua, un epitaffio, una semplice lapide o una ricca cappella.

cimitero monumentale di marcognano

simbologie egizie e marmo di Carrara

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Massonica? Naaah…

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piramidi e cattedrali

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4 commenti

  • So che sono di parte, perché in ogni escursione o viaggio che faccio non posso fare a meno di visitare anche un cimitero. Tuttavia questo articolo entra di diritto nei miei preferiti. Finalmente qualcuno che dà valore a una vera perla – ma sarebbe meglio dire scrigno di perle! – del territorio Apuano.

    • claudia garage

      sono d’accordo, mia cara amica cimiteriale! 😀 Marcognano non ha niente da invidiare a cimiteri monumentali più famosi come Staglieno. Davvero, la zona delle Alpi Apuane ha tante perle segrete da scoprire!

  • Wow! Mi piace! Quelle statue sono bellissime.
    Certo, è strano dire “wow” per un cimitero ma io ne sono totalmente affascinata!
    La prossima volta che torno in Toscana devo fare un tour di cimiteri 😀

    P.S. Quando abitavo in Estonia ho scovato un bellissimo cimitero, con piccole lapidi a terra, in mezzo ad un bosco. Il cimitero non aveva recinzioni, era nel bel mezzo della natura. Tra una lapide e l’altra c’erano delle pietre-seggiolini, perché le persone prendono “l’andare al cimitero” come fuga nella natura. Quindi stanno lì seduti, a godersi un po’ di pace nel bosco.
    E poi, mi hanno raccontato che alcuni estoni di origine russa sono soliti festeggiare il giorno dei Morti andando a bere al cimitero! Non so se sia vero, ma me l’hanno raccontato alcune amiche estoni quindi ci credo 😀

    • claudia garage

      Grazie del commento Valentina! Mi piace l’idea dei vivi a contatto con i morti in un clima di festa, un po’ come il Dia de los Muertos in Messico… non tutte le culture hanno un’idea lugubre della morte.
      Ti ci porto io in Toscana in giro per cimiteri! 😀

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