Visitare Bologna in due giorni

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visitare bologna

Ero stata molte volte a Bologna, per suonarci con le mie band o per andare a vedere qualche concerto di altri gruppi, ma ma mai per visitare con calma la città. Mi sono ripromessa di farlo mille volte, in fondo Bologna è a solo un’ora di treno o di macchina da Firenze. Alla fine mi sono decisa e organizzata, e questo weekend sono finalmente stata a visitare Bologna da turista insieme alla mia amica Linda.

Siamo arrivate a Bologna entrambe con Blablacar, Linda da Bergamo e io da Firenze, per entrambe è stato un viaggio piacevole e più economico rispetto al treno. Grazie alla Settimana del Baratto bbiamo soggiornato al Bio B&B Lunablanca, un bed and breakfast molto carino e accogliente con un occhio al biologico e alla sostenibilità ambientale (ve ne ho parlato più in dettaglio qui).

 

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Io volevo visitare il Museo delle Cere Anatomiche, ma a parte questo non abbiamo programmato altro, abbiamo preferito affidarci alla curiosità e ai consigli ascoltati in loco, e scoprire Bologna attraverso le sue piccole sorprese. Così su consiglio del custode del Museo delle Cere Anatomiche siamo finite a visitare Palazzo Poggi, che raccoglie collezioni molto curiose e diverse tra loro (altre cere anatomiche, antiche carte geografiche, modellini di fortificazioni, curiosità naturali da tutto il mondo…). Per completare il tour di Bologna Anatomica non ci siamo fatte mancare una visita all’Archiginnasio e al suo teatro anatomico.

 

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Su consiglio di Stefania del b&b abbiamo visitato anche lo splendido complesso della Basilica di Santo Stefano, detto anche delle Sette Chiese: è un bellissimo viaggio nel passato attraverso architetture ancora ben conservate e molto suggestive. Abbiamo visitato anche altre chiese, San Petronio (peccato che la facciata era impacchettata per restauri e non ho potuto ammirare il portale di Jacopo della Quercia) e la chiesa del Corpus Domini, dove il mio gusto del macabro è stato soddisfatto dal corpo perfettamente mummificato e totalmente nero della santa Caterina de’ Vigri.

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In mezzo a tutte queste visite abbiamo passeggiato in lungo e in largo per le vie di Bologna, lasciandoci guidare dalla curiosità e dai particolari che la città nasconde in ogni suo angolo, cercando di catturare lo spirito dei luoghi. Sono rimasta affascinata dallo spazio urbano della SalaBorsa, abbiamo cercato di guardare la mano del Nettuno di Giambologna dal giusto punto di vista e abbiamo fatto il telefono senza fili sotto il voltone tra Palazzo del Podestà e Palazzo Re Enzo – anche se all’inizio non ci avevamo capito niente e un signore di passaggio ci ha spiegato come farlo nel modo giusto.

I tortellini non li ho mangiati così ho una scusa per tornare presto a visitare Bologna.

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2 commenti

  • e come si chiamano le tue band? #mistero
    a parte gli scherzi, vedi che negli spazi qui sopra non si capisce dove inserire i vari dati…email, nome ecc…perché non si vedono…(uso chrome)

    • claudia garage
      claudia garage

      grazie per le dritte! comunque la mia band attuale si chiama The Fainas, quelle precedenti Dome la Muerte and the Diggers, Les Valvolettes… e tante altre ma mi fermo qui sennò questo commento diventa un curriculum 🙂

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