Astrup Fearnley Museum, Oslo

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Quando sono stata ad Oslo l’anno scorso la nuova sede dell’Astrup Fearnley Museum di Tjuvholmen doveva ancora essere completata, anche se mancava pochissimo. Sono riuscita però a visitare il museo questo inverno, e mi è piaciuto davvero tanto, sia il contenuto che il contenitore.
astrup fearnely museum oslo
Il contenitore è l’edificio progettato dall’onnipresente archistar nostrana Renzo Piano e inaugurato nell’autunno del 2012, due belle costruzioni in legno, vetro e acciaio separate da un canale e collegate da passerelle. Un museo indubbiamente ben fatto e ben allestito: le opere sono illuminate con criterio, abbondantemente spiegate e distribuite con criterio in sale spaziose né troppo vuote né troppo piene, dove ogni tanto si aprono pareti vetrate da cui si ammira il panorama del Fiordo di Oslo.
Il contenuto comprende una collezione di opere di artisti contemporanei internazionali molto famosi, da Jeff Koons a Damien Hirst fino ad Andy Warhol, e due mostre temporanee che cambiano periodicamente.
astrup fearnely museum oslo damien-hirst-astrup-fearnely-oslo
La prima mostra temporanea era dedicata all’arte contemporanea brasiliana, mentre l’altra, che mi è piaciuta molto di più era una mostra personale dell’artista norvegese Bjarne Melgaard, che non conoscevo. I suoi quadri e suoi allestimenti sono pieni di ironia e di riferimenti alla società norvegese e globale, e affrontano in modo provocatorio temi come la cronaca nera, l’omosessualità e la celebrità. In diverse opere Melgaard prende chiaramente in giro le star del Black Metal norvegese, anche e soprattutto quelle coinvolte nella brutta storia di omicidi dell’Inner Circle (vedi Burzum), e a me questa cosa mi ha divertita parecchio.
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La collezione permanente è piena di firme famose e artisti discussi, come Damien Hirst, presente con le sue mucche affettate e conservate in formaldeide (ma non solo). Le sue opere con gli animali sono molto discusse e veicolano concetti forti sulla vita e la morte; secondo me per farsi un’opinione bisogna vederle di persona, non basta leggere un articolo e guardarle in foto, perchè Hirst ha molto da dire.
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L’opera più famosa del museo è sicuramente il Michael Jackson and Bubbles realizzato da Jeff Koons, una scultura a grandezza naturale di porcellana dorata che ritrae Micheal Jackson adagiato su un letto di fiori in compagnia del suo fedele scimpanzè domestico Bubbles. L’opera è preziosa, liscia e scintillante, ma il soggetto è decisamente inquietante, un bel contrasto no?
Nell’Astrup Fearnley Museum ci sono diverse altre opere di Jeff Koons relative a periodi diversi della sua carriera, una selezione molto interessante di uno tra i miei artisti attuali preferiti, ricordato più per il suo matrimonio con Cicciolina e conseguente divorzio che per le sue opere.
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Se hai in programma un viaggio ad Oslo non dimenticare di fare un giro per la zona di Aker Brygge e di visitare l’Astrup Fearnley Museum, è un museo che non mancherà di sorprendere anche chi non ha familiarità con l’arte e offre una panoramica ampia sull’arte contemporanea.
Il museo è chiuso il lunedì, prima di visitarlo controllate gli orari di apertura sul sito ufficiale perchè sono molto variabili in base ai giorni della settimana e alla stagione.

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