Viaggio a Londra, appunti sparsi

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viaggio a londra
Avrei dovuto fare il punto della situazione prima di partire, ma ormai sono partita e tornata, e allora lo faccio adesso e magari è anche meglio così, una specie di riassunto dei miei due giorni di viaggio a Londra per immagini e appunti sparsi e riuniti insieme.
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Sono stata ospitata da una mia vecchia amica italiana che ora vive nella zona di Canary Wharf: un quartiere che negli anni si è trasformato nella nuova city, ha subito un rinnovamento urbano notevole e pullula di grattacieli, spazi molto contemporanei e firme di archistar. Lei però sta ai margini della zona più nuova, una zona residenziale che definirei giallina, mediamente tranquilla e non troppo attraente esteticamente, però le persone sono simpatiche e ci passa la District Line della metropolitana. Se non hai amici che possano ospitarti puoi provare a cercare un appartamento a Londra con GowithOh.
Musei: avendo un tempo limitato a solo due giorni e qualche briciola ho dovuto selezionare e ho scelto il British Museum e il Natural History Museum. Entrambi bellissimi, unici e gratuiti, il British rischia però di far venire un’overdose da archeologia a chi non è preparato psicologicamente, mentre sfido chiunque ad annoiarsi o ad averne abbastanza al Museo di Storia Naturale. Peccato per tutti quelli a cui o dovuto rinunciare, come il Victoria and Albert, ma spero di poter rimediare presto.
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Ho fatto un giro per Covent Garden, tra storia del teatro e reminiscenze di viaggi (altrui) in Italia (ne parlo più approfonditamente qui), e dietro al mercato ho scovato per caso un pub storico, il The Harp, dove ho bevuto una birra dedicata a Sir Shackleton.
Sono andata a vedere il padiglione di Fujimoto della Serpentine Gallery e l’ho trovato spettacolare, poi ho passeggiato per Hyde Park, ho fotografato mille scoiattoli e sono andata alla ricerca della benedetta statua di Peter Pan, che tutti la cercano e nessuno la trova, e quando finalmente la trovi pensi che sia un po’ piccola e insignificante e ci rimani male.
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Sono andata al concerto di Glenn Danzig con i Misfits (quelli veri), che era al Roundhouse di Camden Town. Prima del concerto ho fatto un giro: a Camden ci ero già stata parecchi anni fa, e non è cambiato molto, sempre affollato, sempre molto hipster e piuttosto turistico. Ma il concerto è stato una bomba sotto tutti i punti di vista.
Dopo il concerto siamo andati al Polo Bar che a quanto pare è uno dei pochissimi (se non l’unico) posto dove mangiare e bere qualcosa a Londra dopo le 2 di notte. È una caffetteria che serve tè, caffè, dolcetti, panini e patatine, un indirizzo molto utile per concludere le serate (Polo Bar, 176 Bishopsgate).
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A proposito di cibo, a Londra ho mangiato tanto e bene, soprattutto cibo asiatico (ma con una interessante digressione turca): dai chioschi thai che servono riso con carne e verdure da mangiare per strada (in zona Camden Town) ai Wagamama, ristoranti giapponesi sparsi un po’ in tutta Londra. Sono specializzati in noodles, hanno ambienti molto contemporanei, prezzi ragionevoli e un menu ricco anche di piatti vegetariani e vegan.
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