Il Museo Fram, dedicato ad un’eroina norvegese

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museo fram oslo
Il Museo Fram era sicuramente in cima alla lista di cose che non volevo perdermi ad Oslo e non sono certo rimasta delusa. Se sei appassionata di esplorazioni polari cosa può esserci di meglio di un intero museo dedicato alla nave polare più resistente del mondo e alle avventure di conquista dell’Antartide?
museo fram oslo
La nave Fram ha compiuto ben tre viaggi ai poli tra la fine dell’ottocento e i primi del novecento, due nell’Artide ed uno in Antartide, quello che portò Roald Amundsen a conquistare per primo il Polo Sud, ed in Norvegia è conosciuta e celebrata al pari di un’eroina nazionale. Oggi è custodita nel Museo Fram sulla penisola di Bydgoy, alla periferia di Oslo: l’edificio sembra costruito intorno alla nave, che è completamente visitabile all’interno.
Proprio accanto c’è anche un altro museo molto interessante di Oslo, il Museo Kon-Tiki, che ti consiglio vivamente di visitare.
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L’edificio moderno che racchiude una gloriosa eroina del passato

Prima della visita della nave però è bene leggersi i tanti pannelli distribuiti su tre livelli del percorso obbligato per raggiungere la passerella di accesso alla Fram. Molti dei pannelli sono interattivi, con foto, video, cimeli della spedizione e diorami, e raccontano ogni momento dell’avventura delle due spedizioni partite alla conquista del Polo Sud: quella dell’inglese Robert Falcon Scott e quella del norvegese Roald Amundsen. Partiti praticamente insieme in una sfida estrema, Scott fu decisamente più sfortunato dell’avversario scandinavo, perché non solo arrivò secondo alla meta, ma morì miseramente nel tentativo di tornare indietro.
La sala comune della nave

La sala comune della nave

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la cambusa della nave

La visita della nave è sicuramente la parte più emozionante dell’esperienza al Museo Fram, dove si rimane impressionati immaginando le condizioni di vita a bordo dell’equipaggio, ma senza aver conosciuto i protagonisti, letto i loro diari, guardato le foto e i filmati, non si riesce davvero a capire la grandiosità dell’impresa compiuta da Amundsen e dalla sua nave, e si perde l’opportunità di ascoltare una bellissima storia.
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È stato divertente anche provare il simulatore di nave polare: dentro sembra di essere davvero sul ponte di una nave spazzata dai freddi venti artici, e c’è anche il manichino di un uomo orrendamente sfigurato e mutilato dal freddo. Così, come memento mori.
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Wannabe Amundsen

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