Museo Kon-Tiki, una sorpresa a Oslo

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museo kon-tiki oslo
Inizialmente non avevamo programmato di visitare il Museo Kon-Tiki di Oslo, né io né il mio compagno di viaggio Carlo conoscevamo la storia di Thor Heyerdahl e della sua zattera e le poche righe sulla guida lo descrivevano come un’attrazione per bambini; invece gli amici norvegesi erano tutti pazzi per questo museo e ci hanno consigliato di non perderlo, sostenendo che fosse all’altezza degli altri grandi musei di Oslo come quello delle Navi Vichinghe o il Museo Fram.
Fortunatamente abbiamo dato retta agli autoctoni perchè il Museo Kon-Tiki si è rivelato una delle sorprese più belle e inaspettate di Oslo.
museo kon-tiki oslo
Thor Heyerdahl era un esploratore, un ecologo, un pacifista, un biologo, un archeologo, un antropologo ed un mucchio di altre cose, soprattutto era un uomo curioso nel senso più genuino del termine: il museo è dedicato a lui e sua incredibile avventura nell’Oceano Pacifico a bordo della zattera Kon-Tiki nel 1947.
museo kon-tiki oslo
101 giorni alla deriva nell’oceano su una zattera costruita con le tecniche degli antichi Incas, senza imbarcazioni di soccorso, senza moderni strumenti di sopravvivenza, incontrando squali, balene e temporali. Lo scopo principale era quello di dimostrare che la colonizzazione della Polinesia da parte dell’uomo partendo dal Sud America era tecnicamente possibile, ma non era l’unico. Heyerdal voleva anche studiare l’oceano, dare un messaggio di pace e di cooperazione tra i popoli, porre l’attenzione sull’inquinamento dei mari.
museo kon-tiki oslo
Per approfondire in dettaglio l’avventura del Kon-Tiki vi rimando alla pagina di Wikipedia su Thor Heyerdahl, vi consiglio vivamente di leggere il diario del suo viaggio (Kon-Tiki, Robin Editore) vedere il documentario che girò durante il viaggio (vinse anche l’oscar nel 1950), si trova facilmente in inglese su youtube. Tornando più nello specifico al museo, l’elemento focale dell’esposizione è naturalmente il Kon-Tiki, la zattera originale che compì l’impresa, che è custodita nell’ultima sala. Ci si arriva seguendo un percorso fatto di pannelli, oggetti e testimonianze che ci porta alla scoperta delle altre imprese di Heyerdahl, dei suoi studi sui tanti punti in comune tra le culture polinesiane e precolombiane, dei suoi scavi archeologici sull’isola di Pasqua (fu il primo archeologo a studiare i Moai) e alle Galapagos.
museo kon-tiki oslo

i nostri eroi di fronte al Moai donato al museo dal Cile. Per la foto ringraziamo un tizio di passaggio che ha gentilmente lasciato fuori mezza faccia del Moai.

Io e Carlo siamo letteralmente sprofondati nel Museo Kon-Tiki, ormai Thor Heyerdahl è il nostro idolo; ci ha interessato praticamente tutto, compresi i pannelli informativi che abbiamo letto fino all’ultima riga, persino i finti tiki e i moai di cartapesta. Un mix affascinante di avventura, archeologia e misteri, seguendo le imprese di una figura assolutamente affascinante e illuminata.
Smentisco volentieri la Lonely Planet: non direi proprio che si tratti di un museo per bambini, anche se probabilmente a loro piacerà molto.

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