Checkpoint Charlie, Berlino

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checkpoint charlie berlino

Soldati americani e russi in posa con le bandiere

Il Checkpoint Charlie era uno dei punti di passaggio nel Muro di Berlino; è stato in funzione dal 1945 al 1990, e collegava il settore di occupazione sovietico (quartiere di Mitte) con quello americano (quartiere di Kreuzberg).

checkpoint charlie berlino

state entrando nel settore americano: è vietato portare armi, obbedite al codice stradale

Questo blocco era uno dei pochissimi passaggi tra Berlino Est e Berlino Ovest, ed era situato sulla Friedrichstraße, all’altezza dell’incrocio con la Zimmerstraße. Vi era ammesso il passaggio solo di militari delle forze alleate, di diplomatici e di cittadini stranieri.

checkpoint charlie berlino

Oggi il Checkpoint Charlie è stato ricostruito più volte, a volte fedelmente, altre meno, e proposto come luogo-simbolo ad uso e consumo dei turisti che qui possono farsi una foto tra un soldato russo ed uno americano. I soldati che fanno la guardia di fronte al capanno messo in mezzo alla strada non sono niente di più che attori.

checkpoint charlie berlino

anche un (finto) soldato donna

Dovrebbe essere un luogo simbolo, per ricordare com’era Berlino una volta, ma non sono proprio riuscita a percepirlo come un luogo della memoria. Mi è sembrato in tutto e per tutto un’attrazione turistica, di quelle poco autentiche e sempre affollate di turisti mordi-e-fuggi a caccia di una foto da mostrare agli amici.

checkpoint charlie berlino

state lasciando il settore americano

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ricordi della vecchia DDR

checkpoint charlie berlino

persino una troupe televisiva che filmava, mentre i finti soldati scherzano tra di loro

 

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2 commenti

  • Sì, hai proprio ragione,! Ormai i checkpoint e i simulacri dell’ex DDR sono sono un pallido ricordo della realtà: io, data la mia veneranda età e la predilezione per la Germania , andai anche nella ‘vera’ DDR del 1989 e un pò di ‘Ostalgie’ ce l’ho anch’io. La vera Germania storica era rimasta al di là della cortina di ferro e grazie (o per colpa) della tristezza sovietica era rimasta in una bolla temporale che anche la riunificazione non è riuscita a far esplodere completamente, specie nei piccoli centri (tipo la splendida Quedlimburg) che adoro visitare senza i ‘soliti’ turisti rumorosi. Peccato che i Sassoni parlino un tedesco veramente buffo e non sempre chiaro (anche agli altri tedeschi!!).

    • claudia garage
      claudia garage

      ciao Filippo, grazie per aver condiviso i tuoi ricordi di viaggio! E anche per il consiglio su Quedlinburg 😀

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