Parc Guell, un mondo di fiaba a Barcellona

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parc guell barcellona gaudì

La prima volta che sono stata a Barcellona sono stata per pochi giorni, e ho dovuto fare una selezione e visitare solo quello che mi interessava di più. E cioè le architetture di Gaudì, in particolare Parc Guell, quella che mi incuriosiva più di tutte.  Sono stata fortunata perché ho potuto visitare Parc Guell gratuitamente; da quest’anno l’ingresso è a pagamento ed è anche piuttosto caro.

Per arrivare al parco bisogna salire: la fermata della metropolitana è abbastanza vicina, ma per arrivare all’ingresso ci sono diverse scalinate da salire, ripide, lunghe e faticose, specialmente in una calda e assolata giornata di luglio. Però ne vale la pena.
All’ingresso ci accoglie il cancello di ferro battuto disegnato da Gaudì (come quasi tutto il resto: non solo le architetture ma anche l’arredamento e le finiture, fino alle maniglie delle porte) che ricorda ai visitatori che si stanno introducendo in un luogo fiabesco e incantato.
Nella piazza del parco si affacciano alcune casette dalle forme sinuose e fantasiose, spesso ispirate a quelle della natura: le coperture delle case sono dorsi di elefanti, la volta interna è il palato di una balena, i camini sono proprio dei funghetti velenosi. Una di queste costruzioni è la casa del custode, un’altra è la casa che Gaudì costruì per sè stesso.

parc guell barcellona gaudì

L’idea iniziale di Eusebio Guell, messa in atto da Gaudì, era quella di realizzare un grande quartiere privato, una città-giardino nella città, ma isolata da essa. Il progetto poi non ebbe il successo desiderato, molti dei lotti non foruno venduti e l’ambizioso progetto si trasformò in un parco pubblico per la città di Barcellona.
La casa di Gaudì oggi ospita un piccolo museo con arredi progettati dal grande architetto e piccoli cimeli della sua vita privata; in realtà è molto più interessante osservare l’interno della casa, sembra quasi di essere in una fiaba allucinata.
Dalla piazza inizia la scalinata che è forse l’immagine più famosa di tutto Parc Guell: una doppia rampa di scale con al centro la statua della salamandra. L’animale è spesso viene identificato con un dragone, ma in realtà è una salamandra, un animale fortemente simbolico soprattutto in ambito massonico e alchemico.

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Già, perché l’intero parco è una lunga serie di simboli legati alla massoneria e ai suoi miti. Sappiamo che sia Gaudì che Guell erano certamente massoni, addirittura sappiamo che l’architetto fu rimproverato dalla sua loggia massonica per aver rivelato alcuni segreti attraverso l’architettura di Parc Guell. Tornando alla salamandra, lungo la scalinata si possono trovare molti altri simboli legati alla massoneria: la pietra filosofale, il compasso, il corgiuolo alchemico. In cima poi c’è una bellissima panca coperta a forma di bocca.
La visita proseuge con la sala delle colonne, con le sue colonne doriche grassocce, che sarebbe dovuta essere uno spazio comune della città ideale di Guell. La sala è buia e misteriosa come una caverna, non so quali attività avrei avuto voglia di praticare qui, con un tipo come Gaudì.
Le colonne sono cave all’interno, dove nascondono canali per la raccolta dell’acqua piovana. Infatti sotto alla sala si nasconde una grande cisterna sotteranea. Al soffitto quattro formelle circolari di ceramica illustrano le quattro stagioni.

parc guell barcellona gaudì

A quel punto sono della visita sono diventata un po’ impaziente, volevo vedere la terrazza con la panca curva, e finalmente l’ho raggiunta. La terrazza è bellissima, luccicava tutta sotto il sole, con la sua panca curva interamente ricoperta di frammenti di piastrelle di mille colori. Mi ci sono seduta e l’ho toccata,  e ho osservato i frammenti su cui spesso Gaudì e i suoi allievi aggiungevano scritte e commenti con riferimenti massonici e religiosi. Purtroppo alcuni frammenti mancano perchè qualche disgraziato se li è portati a casa. Ho pensato ai poveri allievi di Gaudì, che erano costretti a prendere a martellate piastrelle e vasellame vario: uno degli apprendisti si lamentò sonoramente del fatto che Gaudì lo avesse costretto a frantumare tutto il servizio buono di piatti della madre.

La visita prosegue tra salite e discese, boschetti ed edifici curiosi e grotteschi, ed è come essere Alice in un paese delle meraviglie, tutto giocato sulle emozioni di sorpresa, mistero e irrealtà.
Calcolate che Parc Guell è molto grande e al suo interno ci sono tante cose da vedere: una visita ben fatta dura almeno 3 ore, ed essendo sul fianco di una collina ci sono molti percorsi in pendenza che possono risultare un po’ faticosi, ma che soprattutto prendono tempo.


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