L’arazzo di Bayeux – un fumetto dell’anno 1000

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arazzo di bayeux

Una lunga striscia di lino intessuto con fili di lana colorati, oltre 70 metri di tessuto. È l’arazzo di Bayeux, testimonianza straordinaria giunta fino a noi direttamente dall’anno 1000. L’arazzo di Bayeux è stato realizzato intorno al 1070 e racconta nei minimi dettagli i fatti che portarono Guglielmo il Conquistatore a conquistare l’Inghilterra nel 1060. Oggi questo prezioso arazzo è conservato nel Musée de la Tapisserie de la Reine Mathilde di Bayeux.

Non sappiamo con certezza chi abbia ricamato l’arazzo, nè per quale ragione. Forse è stato commissionato da Oddone di Bayeux, fratellastro di Guglielmo, per decorare l’interno della cattedrale di Bayeux, ma questa è soltanto un’ipotesi.
Quello che è sicuro è che l’arazzo di Bayeux è un oggetto meraviglioso: una narrazione continua, fitta di immagini ricche di dettagli, suddivise in pannelli in sequenza temporale. La storia raccontata è quella di Guglielmo il Conquistatore (o Guglielmo il Bastardo, il nome varia, dipende da quale parte della Manica lo si guarda) che parte per l’Inghilterra per combattere la battaglia di Hastings. Le immagini sono completate da didascalie in latino, e non è difficile vedere le somiglianze con i fumetti di oggi. Era una vera e propria striscia a fumetti che poteva venire facilmente compresa anche dal popolo analfabeta.

arazzo di bayeux

Quando ho visitato l’Arazzo di Bayeux ho usufruito di un forte sconto studenti; compreso nel biglietto di ingresso c’è un opuscolo stampato con molte informazioni ed un’audioguida, entrambi in italiano. Prima di arrivare all’arazzo vero e proprio un paio di piccole sale introducono i visitatori all’argomento, esponendo alcuni documenti e reperti relativi all’epoca e ai personaggi, e proiettando un filmato audiovisivo sul restauro dell’opera.

La tapisserie è esposta, completamente srotolata, in un’unica grande sala lunga e stretta che si ripiega ad anello. la sala è buia per ammirare meglio l’arazzo, ben illuminato e protetto da uno spesso vetro. L’audioguida si è rivelata utilissima, perché descrive in dettaglio ogni pannello, individuando i personaggi e facendo notare dettagli curiosi.

arazzo di bayeux

L’arazzo è davvero stupendo. Perfettamente conservato e restaurato, i colori sono ancora brillanti, e i personaggi sembrano vivi. Nonostante siano passati 1000 anni la potenza narrativa dell’arazzo è rimasta la stessa: ci si appassiona alla vicenda come se si stesse guardando un film o leggendo un fumetto.
La storia di Guglielmo il Conquistatore è anche un ottimo pretesto per raccontare la vita quotidiana dell’anno 1000, gli abiti, le navi, come venivano organizzati gli sbarchi e gli assalti. Vi è addirittura documentato il passaggio di una stella cometa, probabilmente la cometa di Halley.

La visita con l’audioguida dura circa mezz’ora, ma il tempo è volato e quando sono arrivata alla fine del percorso ho pensato “già finito?”. All’interno è proibito fare fotografie per non rovinare l’arazzo, si possono comprare delle cartoline al bookshop che si incontra all’uscita del museo.

arazzo di bayeux

Tutte le immagini di questo post sono tratte dal sito ufficiale della Tapisserie de Bayeux Bayeuxmuseum.com

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