Bo01 – un quartiere sostenibile a Malmo, Svezia

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Malmo, Bo01: uno dei quartieri più all’avanguardia di tutta Europa, sia per quanto riguarda l’aspetto architettonico sia per l’attenzione ai temi dello sviluppo sostenibile e del risparmio energetico. Una passeggiata a piedi tra abitazioni innovative, parchi urbani, canali e il lungomare attrezzato, da cui si gode la vista del lugnhissimo ponte sullo stretto dell’Oresund.

bo01 malmo vastra hamnen

Vastra Hamnen, ovvero Porto Ovest, è il risultato di un esperimento architettonico e urbanistico del 2001, che ha portato a riutilizzare in modo completamente nuovo l’area che fino a pochi anni fa era dedicata ad attività portuali ed industriali.
Nel 2001 è stato dato il via al progetto Bo01, che ha trasformato l’area dismessa in un nuovo quartiere residenziale urbano dotato dei più alti standard di vivibilità e sostenibilità. Quando sono stata io il progetto Bo01 era ancora in fase di completamento, con i tempi svedesi adesso sarà abbondantemente terminato.

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Al centro di Vastra Hamnen svetta il Turning Torso, il grattacielo sinuoso progettato dall’onnipresente Santiago Calatrava, che è diventato il nuovo landmark della città di Malmo. Il Turning Torso oltre a stupire il visitatore con la sua forma orditamente ispirata ad un toso umano e con la sua incredibile leggerezza visiva, è utilissimo come punto di riferimento visivo per orientarsi, anche se è la prima volta che si mette piede a Malmo è praticamente impossibile perdere l’orientamento.

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Il quartiere non ha un ostile omogeneo imposto a priori, ma è tutto improntato sulla varietà: sono stati chiamati a progettare i singoli edifici tantissimi architetti di tutte le nazionalità, così ogni costruzione è diversa dall’altra, troviamo dagli edifici moderni e innovativi a quelli in stile più tradizionale. Anche le tipologie abitative sono varie, si va dalle classiche abitazioni a schiera alle singole unità, ai complessi residenziali tipo condomini, pochi per la verità, perchè hanno preferito realizzare un insediamento a medio-bassa densità.
Tutti gli alloggi però sono stati progettati con un occhio di riguardo alla sostenibilità, al risparmio energetico e alle politiche sociali: l’intero fabbisogno energetico del quartiere è soddisfatto dalle energie alternative rinnovabili (acqua, sole, vento, biomasse), moltissimi alloggi sono destinati a programmi per l’edilizia economica e popolare, e i restanti hanno prezzi davvero invitanti (per curiosità ho dato un’occhiata alla vetrina di un’agenzia immobiliare).

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Io sono arrivata in un pomeriggio di fine agosto, fresco e ventoso, con il cielo nuvoloso e la minaccia di pioggia imminente. Se si arriva con la macchina va lasciata nell’ampio parcheggio che c’è subito fuori dal quartiere: il quartiere è quasi interamente pedonale, e le poche strade carrabili sono riservate ai residenti. La soluzione è molto comoda, il quartiere è costruito a misura di pedone, non è troppo vasto e si gira tranquillamente tutto a piedi. Inutile dire che le barriere archittettoniche qui non esistono.

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Il parcheggio è delimitato da un canale: oltrpassandolo su uno dei ponti pedonali si accede direttamente a Bo01, e si possono notare le nuove house-boats moderne e geometriche che stazionano nel canale. Proseguiamo lungo il canale e cominciamo la nostra passaggiata dal lungomare: un lungo percorso panoramico lungo la costa, fiancheggiato da giardini ed edifici che ospitano piccoli bar e ristorantini e con numerosi accessi all’acqua tramite delle gradonate e dei moli.

Addentrandomi per le vie interne di Vastra Hamnen comincio a scoprire l’incredibile varietà degli edifici, di ogni stile, tipologia e colore. La varietà caratterizza anche il tessuto del quartiere: ogni strada, ogni piazza è diversa dall’altra, più grandi più piccole, dalle forme irregolari, ornate da giardini, laghetti e spesso attraversate da canali. Arrivo al centro dell’area e finalmente vedo il Turning Torso da vicino, anche se purtroppo non ci sono potuta entrare dentro.

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Da lì mi sposto lungo il canale principale dove si sviluppa un parco urbano. Qui è possibile rilassarsi sulle panchine, percorrere il sentieri che lo costeggiano e lo attraversano con fantasiose passerelle pedonali oppure giocare con le papere che nuotano nell’acqua. Purtroppo dopo essermi infarcita il cervello di idee svedesi sui modi dell’abitare quando sono tornata in Italia ho avuto uno choc rivedendo alcuni dei nostri quartieri, soprattutto di edilizia economica e popolare. Formicai senza alcuna qualità formale, piatti e uniformi, senza servizi collettivi, con una progettazione frettolosa e senza alcuna attenzione verso la qualità della vita.

Se cerchi altre informazioni su questa città della Svezia ti consiglio di leggere anche l’articolo dedicato a cosa vedere a Malmo.


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